Regionali, Prodi: lezione chiara, spalanchiamo le porte del Pd

Gal

Roma, 28 gen. (askanews) - "Nei momenti di crisi i partiti si devono aprire. Perciò ora Zingaretti vada avanti con la riforma e spalanchi le porte del Pd". In un' intervista a Repubblica, Romano Prodi guarda al futuro del centrosinistra. All'indomani del voto regionale in Emilia-Romagna e della vittoria di Bonaccini, l'ex premier invita a "non dare per scontato che a un successo ne seguiranno altri".

"La lezione che viene dall'Emilia-Romagna è una sola: nei momenti di crisi i partiti si devono aprire. Perciò ora Nicola Zingaretti vada avanti con vigore con la riforma e spalanchi le porte del Partito democratico. Convochi una grande assise aperta a tutti, dove discutere in modo libero, su come la politica deve interpretare i grandi cambiamenti della società", dice l'ex premier.

Chi ha vinto? Bonaccini, le Sardine o Zingaretti? "Il gioco di squadra. Bonaccini ha goduto del risultato del suo lavoro, dell'appoggio incondizionato del partito e del cambiamento di clima che hanno portato le Sardine" che secondo Prodi "hanno avuto un doppio effetto. Hanno creato un nuovo clima e hanno riempito le piazze, lasciando alla Lega il ruolo di numero due: e chi lo ricorda il secondo arrivato al giro di Francia?".

Prodi il grande burattinaio che si apre la strada per la presidenza della Repubblica. "Quanta fantasia. Al Colle no. Tutti sanno che mi piace restare nella pianura padana. Quanto ai pesciolini, purtroppo io non c'entro. Però ci aiuta di più essere attenti alle Sardine che non a noi, ormai aringhe affumicate".

Infine sul governo il fondatore dell'Ulivo dice che "questo risultato rafforza l'esecutivo, ma come al solito la robustezza dei governi dipende soprattutto dagli equilibri interni ai partiti".

Mentre per il Pd auspica "una grande assise aperta che coinvolga esperti e raccolga intelligenze e proposte. La politica deve ricominciare a pensare al futuro, rispondere alle nuove domande, coinvolgere personalità. Bisogna uscire dalla logica della nomenclatura e della cooptazione che attualmente domina il partito democratico. Nel Pd debbono avere potere coloro che sono capaci di raccogliere consenso e non di accumulare tessere".