Regionali, Rossi: nessun trionfalismo, Pd pensi a propri errori

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Firenze, 28 gen. (askanews) - "Le sardine, l'Emilia rossa, Bonaccini hanno fermato l'onda nera. È stato bello sentire di nuovo aleggiare le idealità della sinistra e nelle piazze il respiro profondo dei principi democratici". Così il presidente della Toscana, Enrico Rossi. "Non è il momento dei trionfalismi. È il momento di riflettere ancora sui nostri errori e dare risposte al bisogno concreto di politiche sociali, popolari e ambientali", aggiunge Rossi.

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    Coronavirus, Pasqua blindata: ecco il piano del Viminale

    Posti di blocco e controlli intensificati, soprattutto nei Comuni delle seconde case.

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    Morto Emiliano Perani: stroncato a 36 anni dal coronavirus

    Emiliano Perani, grafico 36enne residente nella provincia di Bergamo, è morto per coronavirus: era ricoverato al San Gerardo di Monza.

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    Maria De Filippi contro Linus: la replica dello speaker radiofonico

    Il botta e risposta tra Maria De Filippi e Linus continua: lo speaker radiofonico ha replicato alle parole della conduttrice.

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    Adriana Volpe contro Magalli: “Non mi ha fatto le condoglianze”

    Magalli aveva chiesto ad Adriana Volpe di fare pace, ma non le avrebbe inviato neanche un messaggio per il suo lutto.

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    Ricky Martin presenta il suo quarto figlio: le foto di Renn Martin

    Ricky Martin ha deciso di presentare al mondo intero il suo quarto figlio, il piccolo Renn Martin Yousef.

  • Coronavirus, verso nuovo decreto: misure per altri 15 giorni
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    Coronavirus, verso nuovo decreto: misure per altri 15 giorni

    A quanto apprende l'Adnkronos, c'è stata oggi una riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza sul prossimo Dpcm con le misure di contenimento. Quello attualmente in vigore scadrà il prossimo 13 aprile, quindi si lavora in modo serrato sul nuovo decreto. Che dovrebbe ricalcare quello in scadenza, dunque mantenere il lockdown, anche se si sta ragionando su un lieve allentamento delle misure. In particolare, potrebbero essere consentite alcune vendite al dettaglio. Ad esempio, si sta prendendo in considerazione la possibilità di riaprire le cartolibrerie, mentre sulle classiche librerie non è stato deciso nulla: per queste una possibile riapertura sembra più complessa. Il Dpcm dovrebbe avere una durata di 15 giorni, riferiscono fonti di governo. La riunione di oggi, viene spiegato, è stata interlocutoria e altre ne seguiranno prima del week end.

  • Locatelli: "Cautela nella fase 2 o si rischia una seconda ondata"
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    Locatelli: "Cautela nella fase 2 o si rischia una seconda ondata"

    Secondo il presidente del Consiglio superiore di sanità, la riapertura dovrebbe essere su scala nazionale e basata su categorie professionali.

  • Tina Cipollari e Vincenzo, nozze rimandate: “Hanno bloccato tutto”
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    Tina Cipollari e Vincenzo, nozze rimandate: “Hanno bloccato tutto”

    Tina Cipollari e Vincenzo Ferrara hanno deciso di rimandare le nozze.

  • Donna trovata morta in casa a Palermo: i vicini non la vedevano da giorni
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    Donna trovata morta in casa a Palermo: i vicini non la vedevano da giorni

    I vicini non la vedevano da giorni: quando i vigili del fuoco hanno sfondato la porta hanno ritrovato la donna in casa senza vita.

  • GF VIP, Aristide parla di vibratori di legno: la reazione di Antonella
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    GF VIP, Aristide parla di vibratori di legno: la reazione di Antonella

    Ha avuto inizio un siparietto comico al Grande Fratello Vip per la confessione di Aristide Malnati su i vibratori di legno.

  • Giuliana De Sio guarita dal Coronavirus: l’uscita dopo la quarantena
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    Giuliana De Sio guarita dal Coronavirus: l’uscita dopo la quarantena

    Giuliana De Sio è finalmente guarita dal Coronavirus: le prime uscite dell'attrice dopo la quarantena

  • Valentina Ferragni replica agli insulti per il suo fisico: le parole
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    Valentina Ferragni replica agli insulti per il suo fisico: le parole

    Valentina Ferragni è stata travolta dagli insulti ma ha deciso di replicare per le rime contro chi l'ha insultata.

  • Di Maio: "Die Welt vergognoso, Berlino prenda distanze"
    Politica
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    Di Maio: "Die Welt vergognoso, Berlino prenda distanze"

    Quella di Die Welt è "una affermazione vergognosa e inaccettabile" e "spero che il governo tedesco prenda le distanze". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio replica ad un articolo del quotidiano tedesco che oggi scrive che "la mafia aspetta i soldi della Ue". Mentre l'Italia è impegnata in una trattativa a livello europeo per ottenere le risorse necessarie alla ripartenza "non voglio fare polemiche", dice Di Maio ospite di Unomattina, sottolineando però che "noi ora stiamo piangendo le vittime del coronavirus, e allo stesso tempo l'Italia ha pianto e piange le vittime della mafia". "Se c'è una trattativa in Europa in questo momento, questa trattativa è importante perché lì si sta decidendo se l'Italia possa spendere tutti i soldi che servono per aiutare giovani e meno giovani", ha aggiunto. "Noi non vogliamo che gli altri Paesi paghino i nostri debiti - ha sottolineato il titolare della Farnesina - L'Italia ha sempre pagato i propri debiti. Noi vogliamo solo creare le condizioni di mercato affinché si possano spendere tutti i soldi che servono in infrastrutture, quindi in lavoro, innovazione tecnologica".

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    La Cina elimina i cani dalla lista degli animali commestibili

    Il governo cinese ha eliminato i cani dalla lista degli animali commestibili, classificabili come "animali domestici". La nuova classificazione è apparsa sull'ultima lista pubblicata dal Ministero dell'Agricoltura di Pechino, e si tratta della prima volta che viene operata questa distinzione in Cina, dove sussiste il consumo di carne di cane e nel giugno di ogni anno si tiene un festival della carne di cane, spesso criticato a livello internazionale per il trattamento subito dagli animali, a Yulin, nella provincia meridionale del Guangxi, dove vengono massacrati a decine di migliaia.L'esclusione dei cani dalla lista degli animali commestibili è stata accolta con favore dalla Human Society International, organizzazione a difesa degli animali, che ha definito la bozza di proposta emanata dal governo cinese come "un momento di svolta" per la protezione degli animali in Cina. Segnali di un cambiamento nella considerazione dei cani erano emersi già settimana scorsa, quando la città di Shenzhen, per prima a livello nazionale, aveva deciso di vietare, dal 1 maggio prossimo, il consumo di carne di cani e gatti.La regolamentazione sugli animali in Cina aveva avuto un'accelerazione già all'indomani dello scoppio dell'epidemia di coronavirus, quando il governo cinese aveva emesso un divieto temporaneo, che punta a rendere permanente, sul commercio di animali selvatici, considerati possibili intermediari del coronavirus che si ritiene originato dai pipistrelli.Nella lista del Ministero dell'Agricoltura cinese sono indicate anche altre tredici speci animali che saranno esenti dalle restrizioni sul commercio di animali selvatici: tra questi figurano la renna, l'alpaca, il fagiano, lo struzzo e la faraona, mentre visoni, procioni e due speci di volpi potranno essere allevate per essere messe in commercio ma non per scopi alimentari.

  • Gf Vip, Clizia Incorvaia assente alla finale: i motivi
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    notizie.it

    Gf Vip, Clizia Incorvaia assente alla finale: i motivi

    Clizia Incorvaia sarà assente alla finale del Grande Fratello Vip? L'ex concorrente ha spiegato perché.

  • Notizie
    AGI

    "Ci vietano di vendere mascherine sfuse". Poi la Regione Lazio interviene

    Se oggi un cittadino qualsiasi andasse in una farmacia di Roma (ma anche di gran parte d'Italia) e chiedesse una mascherina FFP2, di quelle più professionali e protettive (che arrivano a costare anche 10 euro l'una), si sentirebbe rispondere che non può averne una sfusa, deve acquistare tutto il pacchetto. A confezioni anche da 50 pezzi l'una, vorrebbe dire essere costretti ad acquistare un lotto sufficiente per un anno a 500 euro, privando altre 49 persone della mascherina. È la situazione paradossale denunciata dai farmacisti di Roma, dopo che la Federfarma locale ha diffuso un alert questa mattina in cui si afferma: "In considerazione dei verbali penali elevati ieri a svariate farmacie per il riconfezionamento delle mascherine, vi invitiamo temporaneamente a sospendere tale pratica e quindi a vendere momentaneamente solo le confezioni intere". Dopo poche ore è intervenuta la Regione Lazio, che ha stilato un protocollo per dare il via libera, vista la situazione eccezionale, alla vendita di mascherine sfuse con alcuni paletti. Manca ancora però una misura nazionale. "Ora rischiamo di non venderle più - denunciava all'AGI prima dell'intervento della Regione la farmacista Cristina Barletta, titolare di una farmacia al centro di Roma - perché come si può vendere una confezione da 50 mascherine FFP2? Anche le chirurgiche arrivano in pacchi da 50, all'inizio le abbiamo sconfezionate e le vendevamo singolarmente, per darne due o tre a famiglia e accontentare tutti, ora invece ci dicono che rischiamo sanzioni anche penali, e ci siamo fermati. È assurdo che ci venga consentito di vendere sfusi i farmaci e le preparazioni galeniche, ma non i dispositivi di protezione individuale così richiesti in questo periodo". ​ La situazione, sottolinea all'AGI Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma, "è paradossale e drammatica. Abbiamo la Guardia di Finanza che gira per la città e sanziona i nostri colleghi per violazione della legge sul commercio, secondo cui il prodotto non può essere venduto sfuso. Ma noi salvaguardiamo la data di scadenza, e prepariamo la confezione con la massima attenzione alle precauzioni sanitarie, davvero non c'è motivo se non la burocrazia". Federfarma nazionale ha chiesto più volte un intervento al governo per sanare questa situazione, "ma ancora non hanno deciso - attacca Cicconetti - e finora abbiamo vivacchiato con pareri legali. Ora però ci sanzionano, se va avanti così rischiamo di non poter più vendere mascherine". Federfarma Roma ha acquisito un documento della Regione Emilia Romagna che autorizza i farmacisti a sconfezionare le mascherine, ovviamente con le dovute precauzioni: "Lo abbiamo inviato ieri alla Regione Lazio, che ha condiviso la nostra impostazione. Aspettiamo spero per oggi una risposta, che potrebbe concretizzarsi in una circolare analoga che sblocchi la situazione, perché così è assurdo: vengono i cittadini che giustamente vogliono le mascherine, e noi non possiamo dargliele". ​Risposta che è arrivata a stretto giro: il documento, inviato alle Asl, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali dalla Direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, sottolinea che dal momento che il confezionamento di mascherine "spesso si presenta in multipli, poichè preparato da aziende che recentemente si sono convertite a tale produzione, e che quindi può causare ​il rapido esaurimento delle scorte, impedendo a chi avesse necessità di una sola o poche mascherine di accedere a tale dispositivo di protezione, si ritiene opportuno proporre alle farmacie un protocollo operativo per poter allestire in farmacia unità singole o confezioni con poche unità pronte alla vendita. Le operazioni sono effettuate dal farmacista applicando in via generale le norme di buona preparazione dei medicinali della farmacopea ufficiale, sono mirate a garantire pari sicurezza nell'uso e igiene a quelle del prodotto intero e a fornire al cittadino tutte le informazioni necessarie per il corretto utilizzo".L'apertura delle confezioni e il loro ripartimento in confezioni più piccole deve avvenire nel laboratorio della farmacia, o comunque nello spazio dedicato alla preparazione, confezionamento ed etichettatura dei farmaci. Mantenendo ovviamente la massima igiene, e allegando in fotocopia il foglio illustrativo.

  • Gori risponde a Pregliasco: “Bergamo può ripartire per prima, non per ultima”
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    Gori risponde a Pregliasco: “Bergamo può ripartire per prima, non per ultima”

    Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori risponde al virologo Fabrizio Pregliasco che aveva ipotizzato la riapertura della città per ultima.

  • Feltri contro Conte: “Non capisce un ca*** di governo e di tutto il resto”
    Politica
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    Feltri contro Conte: “Non capisce un ca*** di governo e di tutto il resto”

    Vittorio Feltri perde la pazienza durante la trasmissione Fuori dal Coro a attacca il premier Conte sulla gestione dell'emergenza coronavirus.

  • Salute
    AGI

    "Togli la mascherina o te ne vai". Le testimonianze dal Pio Albergo Trivulzio

    "Il 23 febbraio è stato il mio ultimo giorno al Pio Albergo Trivulzio. Sono stata cacciata perché mi sono rifiutata di togliere la mascherina che, secondo una dirigente, allarmava i pazienti”. Lo racconta all'AGI un'operatrice socio sanitaria della casa di cura milanese al centro di un'inchiesta giudiziaria e della polemica politica perché non avrebbe garantito al personale e agli ospiti condizioni di sicurezza e strumenti per prevenire il contagio del Covid_19. Preferisce mantenere l'anonimato "ma al momento giusto - assicura - uscirò allo scoperto e non avrò problemi a testimoniare". Quel 23 febbraio, spiega, "avevo, come da molti giorni, una forte tosse e la febbre. Al mattino, un'infermiera mi ha consigliato di indossare una mascherina, visto che da poco si era venuti a conoscenza del primo caso di coronavirus. Ho fatto come mi ha detto. Poi, ho incontrato la ragazza che fa le pulizie, anche lei aveva la tosse e lo ho suggerito di mettersi la mascherina. Lei lo ha fatto, poi, verso mezzogiorno, è venuta da me e mi ha riferito di toglierla perché era stata sgridata e minacciata di licenziamento se l'avesse tenuta".L'operatrice ha deciso però di non levarla "perché dovevo dare la frutta ai malati e avrei rischiato di contaminare il cibo coi dei colpi di tosse. Verso le 12 e 30, mentre stavo dando da mangiare ai pazienti, è arrivata una dirigente che mi ha invitato a togliere la mascherina perché stavo suscitando allarme ingiustificato negli ospiti. Ho obbiettato che mi era stato consigliato dall'infermiera, ma lei ha risposto che le altre mie colleghe non ce l'avevano. Ho fatto presente che io però avevo la tosse, loro no. Davanti a più testimoni lei mi ha detto: 'Si tolga il grembiule e se ne vada'. Allora mi sono slacciata il grembiule e l'ho invitata a uscire perché non mi andava di continuare a parlare davanti ad altre persone".Fuori, stando alla ricostruzione della donna, "la dirigente mi ha chiesto nome e cognome, aggiungendo che avrebbe avvertito il direttore generale di quanto successo. Ho risposto che poteva dirlo a chiunque, io non ho fatto male a nessuno, ho detto, anzi ho cercato di tutelare la salute dei pazienti. Poi, mi ha invitata a chiamare l'Ats e a chiedere un tampone". Da allora l'operatrice sanitaria è in malattia, anche se il tampone poi non l'è mai stato fatto. "Le mie colleghe ancora lì mi raccontano che ci sono 5 stanze di pazienti in isolamento, con la febbre, e che un medico e una caposala sono in ospedale e stanno molto male. A differenza di quello che dice la dirigenza, le mascherine sono state fornite alle mie colleghe solo a metà marzo, non prima. Come avremmo potuto proteggere i pazienti senza dispositivi? E' come se li avessimo uccisi, solo noi potevano portare il contagio da fuori”.La sua versione viene confermata da Nana, un'operatrice socio sanitaria di 45 anni, origine georgiana, che lavora nel reparto Bezzi della struttura. La donna aggiunge un retroscena. “Il 18 marzo abbiamo fatto uno sciopero improvvisato minacciando di non lavorare più se non ci avessero dato le mascherine. Al mattino ci siamo guardati in faccia - spiega - eravamo tutti distrutti e impauriti. Chi aveva timore di avere contagiato i figli, chi i genitori anziani, chi aveva la febbre e stava male. Io avevo e ho paura per mia nipote che vive con me e la mia sorellastra. Lo sciopero è durato un paio d'ore. Abbiamo servito la colazione per non danneggiare i pazienti e poi non abbiamo fatto più nulla. Poi a un certo punto abbiamo ripreso a lavorare”.Quel pomeriggio, sempre secondo il suo ricordo, è successa una cosa “grave”: “Sono venuti due operatori che hanno portato via le maschere che stavano in un armadio con la chiave, le hanno portate via dicendo che le avrebbero date a chi ne aveva davvero bisogno. Ci è stato spiegato che la regione Lombardia non prevedeva, nei nostri casi, l'obbligo di tenere le mascherine. Poi, dopo pochi giorni, ci sono state invece date”.Il 28 marzo, risulta dai bollettini interni al PAT, l'azienda comunica l'arrivo di 3mila mascherine chirurgiche e di 2mila ffP2. “Ora - prosegue Nana - tutti le abbiamo, ma molti di noi sono a casa in malattia, alcuni per paura, ma tanti coi sintomi del virus. Anche dei colleghi che lavorano hanno i sintomi, non hanno gusto e olfatto per esempio. Io ho deciso di continuare a fare il mio mestiere per dovere, anche se la mia sorellastra mi dice di smettere e non so se mi farebbe state in casa qualora dovessi ammalarmi. Non voglio lasciare soli i pazienti che stanno male, alcuni stanno per morire o stanno morendo, anche in questi giorni. Hanno i sintomi del virus ma non c'è il tampone e i medici continuano a dirci di stare tranquilli, che è tutto okay, sono solo dei casi sospetti. Finché ce la faccio, finché non mi ammalo, io starò qui con loro. Faccio turni massacranti, quasi sempre le notti, ma non mollo”. Nana dice di avere nel cuore una signora in particolare che ha sintomi che fanno pensare al virus: “Le manca la figlia, lei non parla ma io, ogni notte, le faccio delle domande e me lo fa capire”. Vuole far sapere di non avere paura di far uscire il suo nome “perché la salute è l'unica cosa che ho nella vita, non ho altro, e la voglio difendere”.

  • Coronavirus, Miss Inghilterra si toglie la fascia e torna in corsia per curare i malati
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    Coronavirus, Miss Inghilterra si toglie la fascia e torna in corsia per curare i malati

    Bhasha Mukherjee, incoronata la più bella del Regno Unito nel 2019 e laureata in medicina, ha raggiunto Londra per aiutare il suo Paese in piena emergenza sanitaria.

  • Conte: "Probabile allentamento misure entro fine mese"
    Politica
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    Conte: "Probabile allentamento misure entro fine mese"

    L'allentamento delle misure restrittive deve essere fatto "gradualmente", ma "probabilmente", se gli scienziati lo confermeranno, è possibile che in Italia "entro la fine di questo mese" alcune misure possano essere revocate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un'intervista alla Bbc.  L'emergenza coronavirus in Italia non è stata sottovalutata, ha poi sottolineato Conte aggiungendo: "Non troverete mai una mia dichiarazione che dimostri che abbiamo sottovalutato questa emergenza". L'Italia ha "sempre adottato misure efficaci e tempestive". E "tornando indietro farei lo stesso", riguardo alla tempestività o meno delle misure restrittive adottate in Italia.  "La perfezione non è di questo mondo - ha affermato il premier - e non sono così arrogante da pensare che il governo italiano sia stato perfetto". Ma, aggiunge, quello italiano è un sistema "completamente diverso" da quello cinese e se fossero state suggerite prima del tempo misure restrittive delle libertà costituzionali, "mi avrebbero probabilmente preso per pazzo". "Dobbiamo individuare settori che possano riprendere la loro attività", dice Conte, come si legge sul sito dell'emittente. "Se gli scienziati lo confermeranno, potremmo iniziare ad allentare alcune misure già entro la fine di questo mese". Il "dolore" per le ferite subite dall'Italia e dagli italiani durante l'epidemia di coronavirus è "sempre con me" ed è motivo di "profonda tristezza" per le vite perdute, ha sottolineato Conte. L'Italia, "sta soffrendo".  Quanto alla prospettiva di un fallimento del progetto europeo, davanti alle sfide poste dall'emergenza coronavirus, per Conte "il rischio c'è". "Abbiamo bisogno di una risposta economica e sociale a livello europeo", dice il premier in un'intervista alla Bbc. Servono risposte "monetarie e fiscali" adeguate per fronteggiare la "prova più grande dalla Seconda Guerra Mondiale" che l'Europa si trova davanti. In assenza di queste risposte, ci sarebbe una "grande delusione" da parte non solo degli italiani, ma di tutti gli europei. Ma, aggiunge il premier riguardo al rischio di un fallimento europeo, "non permetterò che si materializzi, voglio evitarlo".  "Solamente il sospetto" che gli aiuti forniti dalla Russia abbiano un secondo fine è "un'offesa per me e per il governo italiano", ma "anche per Vladimir Putin", sottolinea poi Conte. Da parte di Mosca, aggiunge, non c'è stata nessuna richiesta e nemmeno il pensiero di una contropartita.