Regione Lazio: il centrodestra in strada contro Zingaretti -2-

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Roma, 22 gen. (askanews) - Dai rappresentanti di FdI, alla Lega, a Forza Italia, ad Energie per l'Italia insieme per contestare l'operato del governatore. Tante le questioni sul tavolo. "E' sorprendente - dicono - l'autogoal che Zingaretti si è fatto in questi giorni, lanciando il piano per l'Italia. Almeno quattro dei cinque punti in cui ha condensato il suo programma, sono proprio quelli che non è riuscito a realizzare nei sette anni del suo doppio mandato come presidente della Regione Lazio. Per rinfrescargli la memoria sui fallimenti della sua amministrazione, che ripropone su scala nazionale, siamo venuti sotto al suo ufficio, visto che lui non si degna di apparire mai alla Pisana, per manifestargli in modo ancora più tangibile la nostra opposizione. Vogliamo dimostrare come questo suo brogliaccio di proposte racconti bene l'inconcludenza del suo mandato da Presidente della Regione Lazio". Sul fronte rifiuti piovono critiche. "Zingaretti - sottolinea il centrodestra- non può parlare di Rivoluzione Verde quando ancora si attende che arrivi in Consiglio il Piano Rifiuti regionale e si dà priorità ad altre leggi meno urgenti, come ad esempio il Collegato alla Finanziaria regionale. Sul problema del ciclo dei rifiuti abbiamo assistito ad uno stucchevole rimpallo di responsabilità tra Regione e Roma Capitale che ha prodotto solo una Tari altissima e nessuna soluzione, oltre al grave danno d'immagine per Roma derivato dagli impietosi reportage della stampa internazionale sulla mancata raccolta dell'immondizia, i roghi tossici, le discariche abusive". E poi un altro punto "contestabile del programma Zingaretti è quello sulla Semplificazione Burocratica. Basti ricordare l'odissea degli imprenditori del Lazio che trovano difficoltà ad accedere ai bandi finanziati dalla Ue per la complessità delle norme e per la lunghezza delle procedure, alle quali si aggiungono i ritardi nella pubblicazione delle graduatorie, con il risultato che gran parte dei fondi europei restano inutilizzati. Come accaduto per i quelli riservati al dissesto idrogeologico, tra l'altro inseriti tra i provvedimenti considerati nel "Green new deal europeo", al quale Zingaretti dice di ispirarsi" spiega il centrodestra. Altro nodo la sanità e il sociale. "Aspettiamo ancora l'uscita del commissariamento della Sanità, malgrado l'imposizione dell'Irpef più alta d'Italia. La drastica riduzione dei posti letto produce nel periodo del picco influenzale una situazione di stress delle strutture di pronto soccorso, con grave penalizzazione dell'utenza e dei dipendenti. Questo a volte determina il verificarsi di aggressioni contro i sanitari. Gli ingenti tagli, portano alla chiusura di interi reparti, anche d'eccellenza, al mancato avvicendamento del personale e riducono il livello di qualità dell'assistenza. Come attesta il XXII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzaattiva, l'emblema dalla situazione sanitaria regionale laziale è l'annoso problema delle Liste d'Attesa, ancora irrisolto nonostante ben tre piani straordinari siano stati promossi per accorciare i tempi. Di conseguenza c'è un grande esodo dei pazienti che si rivolgono ad altre regioni" ricordano. "Mancano le Case della Salute, sono stati chiusi i Punti di Primo Intervento, le attrezzature per le diagnosi e le cure sono ormai vecchie. A tutto questo si aggiunge il collasso irreversibile dei Pronto Soccorso dove le attese posso protrarsi per giorni. Tristemente consueto oramai il cosiddetto "Blocco Barelle" dovuto alla indisponibilità dei letti nei reparti che costringe a lasciare i pazienti sulle barelle delle autoambulanze". Per i consiglieri "tante le mancanze anche nell'ambito dei servizi sociali. Vanno evidenziati i ritardi nelle delibere per l'attuazione dei Piani sociali di zona, vitali per i comuni. Niente é stato fatto per il "dopo di noi", così come non è ancora stato redatto un elenco dei terapisti, quest'ultimo previsto dalla legge regionale approvata in consiglio. Gridano vendetta, infine, lo stato di abbandono delle strutture ex articolo 26 - CEM su tutti - e le infinite liste di attesa per le REMS. Sul fronte delle infrastrutture "la mancata realizzazione delle infrastrutture che ostacola lo sviluppo economico e l'incremento dei posti di lavoro. Valga per tutti il caso della Roma - Latina e della bretella Cisterna -Valmontone" mentre "fortemente deficitaria anche la condizione del trasporto pubblico ferroviario su tutte le linee regionali, sulle quale si verificano continue interruzioni del servizio per avarie dei treni e rotture di materiali sulla linea, con conseguenti lunghe attese e forti disagi per i pendolari costretti a viaggiare stipati in vagoni molto vecchi e deteriorati".