Regno Unito, ricorso bocciato: avanti tutta con le deportazioni dei profughi in Ruanda

Sembra destinato ad andare avanti il controverso piano del governo britannico che prevede di deportare in Ruanda i richiedenti asilo di varie nazionalità.

Lunedì centinaia di persone si sono radunate davanti al Ministero degli Interni per protestare contro la misura.

Nello stesso giorno un collegio della Corte d'Appello di Londra ha respinto il ricorso, presentato da attivisti e sindacati dei dipendenti pubblici, che mirava a bloccare temporaneamente i voli di deportazione e a esaminare la legittimità della misura.

La politica è stata ampiamente criticata come disumana e illegale sin da aprile, quando il premier Boris Johnson ha annunciato il piano come un modo per disincentivare immigrazione clandestina e traffico di esseri umani.

Il primo volo dovrebbe decollare questo martedì alla volta di Kigali. Ma 29 migranti su 37 in tutto si sono visti annullare il biglietto.

Intanto, una dura condanna è arrivata anche dalL'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati

"Noi crediamo che questo accordo sia tutto sbagliato" ha detto  Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. "È il fondamento del diritto d'asilo prendere in carico le persone che si trovano sul territorio di un Paese, soprattutto un Paese firmatario della Convenzione e che ha le istituzioni per occuparsene. Sappiano che esportare questa responsabilità a un altro Paese è contrario a qualsiasi nozione di responsabilità e di condivisione".

Se non altro, l'accordo rappresenta una buona notizia per gli hotel del Ruanda, alcuni dei quali sono stati selezionati per ospitare i richiedenti asilo durante la valutazione delle loro domande.

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