Regolamento privacy, le soluzioni per imprese e professionisti

Regolamento privacy, le soluzioni per imprese e professionisti

Roma, 2 ago. (askanews) – La tutela della privacy è un adempimento che può apparire impegnativo, ma se affrontato nel modo giusto può anche essere un modo per crescere nella professione o nell’impresa. A spiegarlo ad Askanews è Alessandro Marano, esperto del settore dello studio Ore9 di Roma, per il quale svolge consulenza e formazione su tutta la complessa normativa disegnata dal regolamento europeo 679/2016.

“Qualsiasi persona in Europa – spiega Marano – ha diritto alla protezione di questo regolamento, quindi qualsiasi azienda che in tutto il mondo venda beni servizi a enti o persone in Europa, oltre ovviamente a tutti gli Stati europei, dovrà adeguarsi al regolamento. Pensiamo ai colossi del web e a tutti i soggetti che vendono online.

“Fino a ieri la privacy era solo un insieme di documenti spesso da tenere in un cassetto, da fare con un copia-incolla,non molto vissuti come un adempimento che avesse un percorso, delle fasi da seguire; oggi invece c’è un criterio totalmente opposto e si mira alla sostanza dell’adempimento. Se ad esempio c’è una perdita di dati, dovrò avere una procedura che mi dice cosa fare, lo devo sapere prima, non devo fronteggiare un’emergenza, e il regolamento prevede una serie di procedure che vadano a coprire questo tipo di rischi”.

Ma in cosa consiste il consenso che deve essere prestato, e che portata ha?

“Facciamo un esempio – spiega Marano – le multe prese da Facebook e Google di recente sono state oggetto di cronache giornalistiche; ma ad esempio anche per i professionisti, un medico è stato multato con 16.000 euro per aver inviato mail a degli ex pazienti per un suo amico che si candidava alle elezioni.

“Spesso, visto che il consenso per la propria attività non è richiesto, ad esempio un medico per le cure non deve chiederlo, viene un po’ sottovalutato. Mentre finalità anche diverse da quelle proprie, ad esempio per un medico invitare i pazienti a una giornata di prevenzione, sono cose che possono essere utili anche per il paziente; così come lo è per un’azienda sviluppare la relazione col cliente, mandargli una newsletter o altre eventualità, che possono essere gestite solo se ho il consenso”.

E per gestire il consenso ora esistono soluzioni ad hoc, che permettono di rispettare gli adempimenti legali e, si si entra in un’ottica più proattiva, ottenere potenziali vantaggi.

“Le imprese spesso chiedono soluzioni improntate alla semplicità e alla facilità d’uso. Nel caso del nostro studio stiamo sviluppando una soluzione che va in questa direzione, che da settembre sarà operativa:

che dà la possibilità di raccogliere consensi e di raccogliere dati, di averli in sicurezza, quindi con sistemi di protezione, come la crittografia, è tutta una gestione che si può fare solo trovando partner adeguati alle proprie esigenze”.

Il consiglio, conclude l’esperto, è “non vivere la tecnologia come un incubo o solo un ennesimo adempimento, perché può anche essere utilizzata per avere un valore aggiunto e far crescere la propria attività”.