Reithera, insufficiente investimento produttivo in contratto con Mise - Corte Conti

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Un operatore sanitario prende una fiala del vaccino italiano ReiThera contro il Covid, ReiThera

MILANO (Reuters) - Troppo poco dei poco meno di 50 milioni di euro di finanziamento pubblico era destinato a completare la sperimentazione clinica del vaccino anti Covid-19, per questo la Corte dei Conti ha bocciato il contratto fra ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia e ReiThera.

Lo si evince dal comunicato della Corte stessa, in cui vengono sintetizzate le motivazioni della sentenza emessa dai magistrati contabili lo scorso 11 maggio.

La bocciatura mette a rischio lo sviluppo del vaccino italiano, visto che la società biotech di Castel Romano non ha ora i fondi previsti per far partire la fase 3 della sperimentazione del vaccino.

I magistrati, si legge nel comunicato, hanno ritenuto "il progetto di investimento proposto inconciliabile con la condizione posta" da un decreto ministeriale del 2014, "secondo cui le spese sono ammissibili 'nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni'".

Dal progetto presentato, invece, le spese sembrano riconducibili a "finalità generali", produttive o di ricerca, perseguite da ReiThera, così come ad "ancor più generali finalità di rafforzare la consistenza patrimoniale dell'impresa", precisa la nota.

I magistrati contabili concludono quindi che "l'assenza di un valido e sufficiente investimento produttivo non ha, pertanto, consentito di ammettere al visto di legittimità l'atto in esame".

(Giuseppe Fonte e Emilio Parodi, in redazione a Milano Sabina Suzzi, mailto:emilio.parodi@thomsonreuters.com; +39 02 66129523)

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