Relatore Onu: la Nordcorea sull'orlo della fame

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Roma, 9 giu. (askanews) - La Corea del Nord sempre pi sull'orlo della fame e l'epidemia da nuovo coronavirus, se anche non ha ancora prodotto alcun contagio dichiarato, rischia di provocare una pesante crisi umanitaria nel paese. L'ha affermato il relatore speciale Onu per diritti umani Tomas Ojea Quintana.

Il funzionario Onu ha chiesto un'azione urgente della comunit internazionale, per cercare di evitare una crisi alimentare nel paese dell'Asia orientale. "In base alla pervasiva discriminazione nel sistema di distribuzione, i comuni cittadini, e tra loro i contadini, non ricevono razioni. La carenza di cibo ha avuto un impatto devastante nella Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) negli anni '90 e prospettive di un ulteriore aggravamento della carenza di cibo e un'ampia insicurezza alimentare sono allarmanti", ha affermato Quintana.

"Il governo (nordcoreano) - ha detto ancora il rapporteur - deve assumere decise iniziative in materia, dando priorit allo stanziamento di risorse finanziarie e consentendo all'aiuto umanitario di arrivare sul terreno senza restrizioni".

La Corea del Nord, secondo quanto hanno detto fonti sudcoreane, quest'anno rischia di ritrovarsi con una carenza di cereali pari a 860mila tonnellate. A rendere ancor pi critica la situazione, gi fortemente danneggiata dalle sanzioni internazionali, stato il crollo dell'interscambi con il suo principale partner politico e commerciale, la Cina.

La pandemia ha portato a un taglio di questi scambi tra i mesi di marzo e aprile pari al 90 per cento. Il regime di Kim Jong Un ha sigillato le frontiere all'inizio dell'epidemia e non ha dichiarato finora alcun contagiato da nuovo coronavirus. Ma questa posizione contestata da diversi osservatori e oppositori.

Gi prima della crisi del coronavirus circa il 40 per cento della popolazione era considerata a rischio fame. La Corea del Nord non si mai ripresa dalla catastrofe umanitaria degli anni '90, quando un numero enorme di cittadini - alcuni osservatori stimano fino a 3 milioni - morirono di fame a causa della completa disarticolazione del sistema centralizzato di distribuzione del cibo, che uno degli strumenti di potere del regime nordcoreano.

Quintana, a cui stato finora impedito di accedere al paese per effettuare ispezioni, ha affermato che molte famiglie ormai saltano alcuni pasti e mangiano praticaente solo granturco, mentre carichi di aiuti umanitari sono bloccati ai confini. Il World Food Programme punta a raggiungere pi di un milione di persone con i suoi aiuti umanitari.