Relatrice Onu sugli indigeni membro del Sinodo con Ban Ki-moon

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Città del Vaticano, 7 ott. (askanews) - Il Sinodo sull'Amazzonia che ha avviato oggi le proprie discussioni "è molto importante perché può rendere altamente visibili le popolazioni indigene e perché contiene indicazioni concrete di cosa la Chiesa può fare per loro": parola di Victoria Lucia Tauli-Corpuz, filippina, relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti delle popolazioni indigene, unica donna dei dodici "invitati speciali" all'assemblea che durerà tre settimane (tra gli altri invitati, l'ex segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

Le popolazioni indigene "non stanno solo resistendo ma stanno costruendo le loro comunità", ha detto Tauli-Corpuz intervenuta alla presentazione del libro "Frontiera Amazzonia. Viaggio nel cuore della terra ferita" di Stefania Falasca e Lucia Capuzzi (Emi). Il Sinodo di Papa Francesco "può rafforzare la capacità della Chiesa per costruire una società alternativa e combattere la criminalizzazione degli indigeni". Le Nazioni Unite hanno approvato nel 2007 la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni.

Il libro-reportage di Capuzzi e Falasca, giornaliste di Avvenire, è stato presentato oggi da un parterre tutto femminile. Dopo i saluti introduttivi al maschile, infatti (il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il prefetto della comunicazione vaticana Paolo Ruffini, l'editore Lorenzo Fazzini), sono intervenute, oltre a Taui-Corpuz, Marcivana Rodrigues Paive, leader di etnia saterè mawè del Copime, che ha raccontato la vita delle comunità indigene a Manaus, in Brasile; la dottoressa Antonella Litta dell'Associazione medici per l'ambiente- Isde (International Society of Doctors); e suor Alessandra Smerilli, economista e consigliere di Stato in Vaticano, che ha messo l'accento sull'aspetto sugli oligopoli alla radice dello sfruttamento in Amazzonia: "Un'ecnomia che uccide non è economia, economia significa 'cura della casa' e un'economia che distrugge la terra e la vita non può essere definita tale".