Renato Brunetta: "Lo smart working? Un lavoro a domicilio senza futuro"

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ROME, ITALY - August 04: 
Renato Brunetta of Forza Italia during a press conference on the appointments of the directors of tg Rai and reform of the provinces, on August 4, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Getty Images)
ROME, ITALY - August 04: Renato Brunetta of Forza Italia during a press conference on the appointments of the directors of tg Rai and reform of the provinces, on August 4, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati/Corbis via Getty Images) (Photo: Simona Granati - Corbis via Getty Images)

“Facciamo chiarezza. Il lavoro ‘smart’ è stata la risposta emergenziale al lockdown. Si doveva tenere a casa i dipendenti pubblici e lo si è fatto in questa modalità. Idea intelligente ma, ricordando anche il mio mestiere di professore di Economia del lavoro, posso dire che il lavoro agile non ha affatto fornito e garantito i servizi pubblici essenziali. Quelli li hanno garantiti i lavoratori della sanità, i medici, gli infermieri, i poliziotti, i lavoratori della scuola. Non i lavoratori ‘smart’”.

Lo dice il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, rispondendo, durante il question time in aula alla camera, a un’interrogazione sulle iniziative volte a favorire il lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni.
“Questo tipo di lavoro può essere pensato come modello per il futuro? - continua - attenzione, perché questo tipo di lavoro, costruito dall’oggi al domani, è senza contratto: cioè questi lavoratori non hanno un contratto. Non c’è stata nessuna riorganizzazione per obiettivi del loro lavoro. È senza tecnologia. È lavoro a domicilio con uso di smartphone e ‘computerino’ di casa. È senza sicurezza, abbiamo visto il caso del Lazio. Quindi è un lavoro a domicilio all’italiana. C’è una bellissima definizione sull’edizione inglese di Wikipedia che dice sostanzialmente che è un lavoro self-service, all’italiana, da casa”.

Allora, prosegue il ministro, “pensare di proiettare questa organizzazione, nata nell’emergenza, nel futuro, mi sembra un abbaglio. Abbiamo il pnrr, la digitalizzazione, abbiamo cambiato il modo di fare i concorsi pubblici digitalizzati, abbiamo in programma l’interoperabilità delle banche dati, il passaggio al cloud: questo è il futuro, questa è la modernità, non un lavoro a domicilio senza futuro”.

Poi afferma: “I 5 stelle mi hanno dato del neoluddista. E io rispondo che i neoluddisti e obsoleti siete voi, cari amici 5 stelle”. “Io ho cambiato i concorsi pubblici, li ho resi digitali, da 4 anni a 3 mesi”, sottolinea. “E voi volete proiettare un bricolage all’italiana nel futuro? Il futuro è dentro il pnrr, in quel 6% di crescita del paese che ha bisogno della pubblica amministrazione in presenza, garantita, con un contratto. Questo noi vogliamo”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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