Renault, da Ampere a Geely continua la 'rivoluzione' di de Meo

(Adnkronos) - Sarà un Gruppo Renault più 'elettrico' (con la creazione di un nuovo brand dedicato), più 'orientale' (con la nascita di una società al 50% con i cinesi di Geely) e più orientato a software ed economia circolare, quello che nei prossimi anni dovrebbe prendere forma, secondo la 'rivoluzione' disegnata oggi dall'ad Luca de Meo.

Nell'atteso Capital Day il manager italiano ha definito i 'paletti' del terzo capitolo della 'Renaulution' annunciata poco dopo il suo arrivo: lo sviluppo futuro del Gruppo ruoterà su 5 business specializzati : si va dal brand elettrico Ampere, "primo pure player elettrico e software nato dalla disruption di un costruttore tradizionale", ad Alpine, marchio sportivo "esclusivo, a zero emissioni e con le gare automobilistiche nel DNA"; dalla finanziaria Mobilize che guarda al mercato delle nuove mobilità, dell’energia e dei servizi di dati a 'The Future Is NEUTRAL', prima azienda dell’industria automotive dedicata all’economica circolare a 360 gradi per finire con Power, marchio che svilupperà il core business tradizionale del Gruppo Renault che continuerà a sviluppare veicoli termici e ibridi innovativi a basse emissioni con le Marche Renault, Dacia e Renault LCV (veicoli commerciali leggeri), ognuna con una propria organizzazione e governance dedicata.

Gli annunci più attesi sono stati quelli su Ampere che sarà sviluppato in collaborazione con il produttore statunitense di chip elettronici Qualcomm, avrà un target di un milione di veicoli elettrici con il marchio Renault entro il 2031 e potrebbe quotarsi alla Borsa di Parigi "al piu' presto nella seconda meta' del 2023" con una capitalizzazione stimata in 10 miliardi di euro.

Ma parallelamente de Meo ha posto le basi per un progressivo disimpegno dalle attività tradizionali con un accordo quadro con i cinesi di Geely per la creazione di una nuova società - detenuta rispettivamente al 50% - che porterà avanti lo sviluppo e la realizzazione della prossima generazione di gruppi motopropulsori termici ibridi a basse emissioni. La nuova azienda - che "accoglierà a tempo debito anche altri partner" (con un possibile riferimento a Nissan) - fornirà una gamma completa di motori e trasmissioni all’avanguardia, anche in versione elettrificata, a numerose marche in tutto il mondo. Raccogliendo le infrastrutture già esistenti la nuova azienda comprenderà 17 stabilimenti meccanici di motori e trasmissioni e 5 centri di R&S distribuiti su 3 continenti con circa 19.000 dipendenti al servizio di 130 Paesi.

Ma Renault accelera anche sul fronte software e annuncia contestualmente un rafforzamento della partnership con Google per lo sviluppo di un Software Defined Vehicle che "riunirà quanto c’è di meglio dei mondi automotive e digitale, per proporre nuovi servizi on-demand e consentire il continuo aggiornamento dei veicoli, basandosi sull’attuale collaborazione incentrata sul sistema operativo Android Automotive e sulle tecnologie cloud di Google".

Google - si spiega - diventa così "fornitore privilegiato del Gruppo per il cloud, e la collaborazione- iniziata nel 2018- sarà ampliata nell’ambito della strategia di trasformazione digitale Move to Cloud del Gruppo Renault".

"Gli annunci di oggi - ha spiegato de Meo - sono un ulteriore segno della determinazione del team del Gruppo Renault nel preparare l'azienda alle sfide e alle opportunità future che nasceranno dalla trasformazione del nostro settore". "Dopo avere realizzato uno dei piani di turnaround più rapidi, preparato l'azienda alla crescita garantendo lo sviluppo della migliore linea di prodotti per decenni, intendiamo posizionarci con più rapidità e solidità rispetto alla concorrenza nelle nuove catene del valore automobilistiche: veicoli elettrici, software , nuove forme di mobilità ed economia circolare. Assegniamo team dedicati a ciascuna delle catene del valore dell'automotive e della mobilità".

Sul fronte finanziario il gruppo Renault annuncia a partire dal 2025 un margine operativo superiore all'8% nel 2025 (oltre il 10% nel 2030) con un free cash flow di oltre 2 miliardi di euro all'anno in media nel periodo 2023-2025 e oltre 3 miliardi di euro all'anno in media nel periodo 2026-2030. Quanto ai dividendi si prevede "di ripristinare il pagamento di un dividendo a partire dal 2023", ma anche per l'esercizio 2022 "previa approvazione dell'Assemblea Generale degli Azionisti". Il payout ratio "aumenterà in modo graduale e disciplinato fino al 35% dell'utile netto ma per raggiungere questo obiettivo il Gruppo dovrà riportare il suo rating finanziario a investment grade (al momento per S&P è a BB+ e Ba2 per Moody's, entrambi a livello 'junk'). Renault segnala infine l'ambizione di aumentare l'azionariato dei dipendenti al 10% del capitale entro il 2030.

Le novità comunque sono state accolte piuttosto freddamente dagli investitori: il titolo Renault è arrivato a perdere anche il 4% ed ha chiuso a 30,62 euro, lasciando sul terreno il 3.30%.