Renzi,Bersani: ora è lui quello che mette i gettoni nell'iphone

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Roma, 17 set. (askanews) - "Visto che Matteo Renzi era quello che diceva che i sindacati sono quelli che mettono i gettoni nell'iPhone, vorrei dirgli che chi pensa ancora che Tony Blair sia attuale oggi, mette i gettoni nell'iPhone". Lo ha dichiarato Pierluigi Bersani, ex segretario Pd e oggi parlamentare Leu-Articolo 1 , ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, commentando l'uscita di Matteo Renzi e di qualche parlamentare dal Pd.

"Corre l'idea - ha detto ancora- che ci sia un Centro da afferrare. E non si vede invece che il problema vero della politica, non solo della Sinistra, è che un pezzo di società ha perso i rapporti con le istituzioni e che la Destra ha gioco facile. Il Centro mi fa venire in mente l'araba felice di Metastasio"

"Non è vero che a me stava antipatico Renzi, anche se lui la racconta così.Renzi - ha proseguito Bersani- ha fatto quello che voleva fare nel Pd: un partito carismatico, personale, di centro (se esiste questo centro), che si preoccupa di dire che non c'entra nulla con le radici, le basi culturali, politiche e sentimentali delle Sinistre italiane. Che questo sia modernità, temo si sia fuori strada, solo 'un'insostenibile leggerezza'… ". Inoltre "noi - ha ricordato- abbiamo lasciato il PD perché abbiamo posto un problema grosso come una casa, e cioè che il renzismo tagliava le radici nel nostro popolo aprendo un varco alla Destra. E questo poi è avvenuto. Quindi questo non lo si affronta - con buona pace di Renzi - con le porte girevoli nel Pd. Ma con qualcosa di serio" .

"Siamo - ha insistito Bersani- oltre una fase che ci ha consegnato un problema enorme. Se rimaniamo con i vecchi attrezzi, non riusciamo a risolverlo. Serve una fase creativa. La 'Costituente delle idee' di Zingaretti può essere un punto di partenza, se non si rimane alle idee".

Quanto alla tenuta del Governo, a giudizio di Bersani la scissione di Renzi "non è un aiuto al governo ma non arrivo a pensare che ci sia l'interesse di nessuno, neanche di Renzi, a farlo cadere. Non temo tanto sul profilo della stabilità, ma magari è possibile che il governo sia tenuto alla frusta su qualche scelta". In ogni caso, "io riconosco a Renzi il merito di conoscere la comunicazione, cioè voi [giornalisti]. Perché quando due settimane fa Renzi spinge per l'accordo con i 5 Stelle, passa come il Deus ex machina e non come quello che ha cambiato idea. E invece era la cosa da fare e il PD l'avrebbe fatta comunque, anche senza Renzi. Certo, il suo intervento ha accelerato, sbloccato la situazione".