Renzi contro Salvini, al Senato il supermatch tra i due 'mattei'

alberto ferrigolo

Aggiornato alle ore 18,25 del 20 agosto 2019.

“Se si candidasse a Firenze, o Milano scelga lui, contro di me, sarebbe il benvenuto", ha detto Matteo Renzi ieri ai microfoni di Studio aperto su Italia 1 sfidando Matteo Salvini al duello diretto . “Mai inciuci con Renzi e compagni, mai, mai”, così ha cinguettato sempre ieri su Twitter Matteo Salvini.

Oggi è stato il giorno della parlamentarizzazione della crisi politica e di governo, il cui esito è incerto quanto aperto a più scenari. Il premier Conte ha illustrato le sue ragioni e quelle del governo unitariamente inteso, a suo dire, sul perché l'esperiezna gialloverde si è conclusa, prima e dopo la rottura innescata dal leader della Lega.

Ma tutta l'attenzione è stata anche per le parole pronunciate dai “due Matteo” (o 'mattei') l'un contro l'altro armati solo di parole, le più taglienti, in un conflitto verbale che non ha deluso le attese. Una disfida ravvicinata su banchi contrapposti, quelli di Palazzo Madama, dove si sono consumate le ultime ore della “crisi più pazza del mondo” come ha detto solo pochi giorni fa l'ex premier ed ex segretario del Pd.

Hanno chiesto di parlare tutti e due. Ed è stato un po' come un derby. Meglio, un incontro di pugilato o di wrestling. Ercole contro Maciste. 

Solo nell'ultima settimana i “due mattei” se ne erano tirate addosso parecchie. “Renzi di nuovo al governo grazie ai 5Stelle? Una truffa contro gli Italiani, una vergogna", aveva detto il vicepremier del Carroccio. “Salvini si deve dimettere: torni ai suoi mojito, nelle forme che riterrà più opportune", gli aveva fatto eco Renzi. Provocazioni, punzecchiature, stilettate in stile cappa&spada.

“Oggi in Senato ci sarà un'altra maggioranza”, la premessa di Renzi. Patto della Poltrona Renzi-Grillo, ribatteva (il 13 agosto) Salvini, che aggiunge: “Io invece chiedo una cosa semplice semplice: parola agli italiani, lasciateli votare". Renzi: “Salvini mi ha fatto una bellissima telefonata nella notte del referendum”, aveva rivelato l'ex premier nel corso di una conferenza stampa in Senato lo stesso giorno di agosto, il 13. “Vorrei fare la stessa, identica, considerazione a parti invertite, ora che lui ha perso una battaglia. Io ho fatto un patto con Grillo? Sono passato da ebetino ad avvoltoio ma questa è una medaglia che mi metto sul petto”, aveva attaccato.

Ma Salvini non si era fatto trovare sulla difensiva: “Capisco il terrore da parte del senatore Renzi, comprensibilissimo: perché sa che con i disastri che ha fatto gli italiani lo mandano a casa immediatamente quindi piuttosto che lasciare la poltrona sta qua col Vynavil", diceva nell'Aula del Senato. Nel frattempo, il 14, Matteo Renzi aveva rilanciato la raccolta delle firme per le dimissioni del suo omologo ministro dell'Interno, che l'ex premier accusa di aver aperto la crisi “per evitare la manovra” e anche per coprire le sue lacune sulla sicurezza.

Vicepremier che aveva ribattuto, appena 48 ore fa: “Mi sto preparando al discorso di martedì al Senato. Parlerò ai senatori ma anche ai sessanta milioni di italiani per spiegare che sta accadendo: il re è nudo. Le trattative sottobanco che si facevano nel buio delle stanze, ora si fanno alla luce. Con un governo Renzi, Prodi, Boschi, avremo i porti stra-aperti. Ma gli italiani non si meritano il ritorno di un Renzi qualunque...”, aveva argomentato in diretta su Facebook. Aggiungendo, per rispondere ai 5Stelle: “L'unico traditore è chi riesuma mummie alla Renzi”.

E oggi la sfida tra i “due mattei” è stata, a distanza, più infuocata che mai. Questi i passaggi e le dichiarazioni principali, presi dal notiziario dell'Agi. Va detto, come premessa, che i due si sono naturalmente ascoltati a vicenda (ha parlato prima Salvini, subito dopo Conte, e dopo Renzi), scuotendo la testa sulle parole dell'altro, talvolta sorridendo e sghignazzando a mo' di provocazione. Un match su due round, applaudito dalle rispettive tribune, destinato - forse - a fare storia.

 

Le parole di Matteo Salvini

"Grazie e finalmente. Rifarei tutto quello che ho fatto".

"Mi spiace che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno. Pericoloso, autoritario? Bastava il Saviano di turno a raccogliere tutta questa sequela di insulti, bastava il Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio".

"Chi ha pura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero".

"Se da settimane e non da mesi qualcuno pensava a cambi di alleanze non aveva che da dirlo in quest'aula".

"Gli italiani votano con la testa e con il cuore. Sono orgoglioso del fatto che credo, non ho chiesto mai per me la protezione, ma la protezione del cuore immacolato di Maria per il popolo italiano la chiedo finché campo, non me ne vergogno ne sono ultimo e umile testimone. State facendo un torto al buon senso del popolo italiano".

"Lega libera non ha paura di mollare poltrone".

"Buon lavoro con partito di Bibbiano" (rivolto ai banchi del Movimento 5 Stelle).

"La settimana scorsa la forza di maggioranza di governo le ha votato la sfiducia dicendo 'no' alla Tav, di cosa stiamo parlando?" (rivolto al presidente Conte).

"Questo governo si è interrotto perché da mesi c'erano dei signor 'no' che bloccavano tutto quanto. Per settimane e per mesi ho detto alle nostre donne e i nostri uomini 'Andiamo avanti perché io ci credo ho fiducia'".

"Taglio parlamentari e manovra poi voto, ci siamo".

"La via maestra è quella delle elezioni".

"Se c'è voglia di costruire, di terminare un percorso virtuoso" "se volete tagliare i parlamentare e poi andare a votare, ci siamo. Se poi uno volesse metterci una manovra economica coraggiosa, ci siamo". (rivolto ai banchi dem M5s).

"Non è un colpo di Stato un nuovo governo ma aprire una crisi è un colpo di sole".

"Non coltiverò mai la rabbia e il rancore che sento da parte di qualcuno: omnia vincit amor, l'amore vince sempre, non ho paura".

Le parole di Matteo Renzi

"Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone a tutti un surplus di serietà. lei oggi presidente del Consiglio si dimette, tutta Europa ci guarda e ci dice che l'esperimento populista funziona bene in campagna elettorale, un po' meno al governo". 

"Non abbiamo apprezzato sua firma sul decreto Sicurezza".

"Clima da Alabama del 1950". "Non lo abbiamo creato noi questo clima di odio". 

"Avete servito il paese ma i vostri dati economici sono un disastro". 

"Non è un colpo di Stato un nuovo governo ma aprire una crisi è un colpo di sole".

"Salvini chiarisca su" presunti fondi russi alla Lega, "quereli Savoini".

"Anche domani!". Matteo Salvini risponde dall'altro lato dell'emiciclo di Palazzo Madama, a Matteo Renzi che rilancia la sfida alla Lega: "noi non abbiamo paura di confrontarci con le urne - ha detto Renzi - anche nel collegio di Bibbiano'. Salvini ha risposto ancora "Siamo pronti'.

Avete "fatto un governo con il 17% e non con il 51%, ma il governo ha fallito" e lo ha fatto "anche per responsabilità sua". Lo ha detto Matteo Renzi rivolgendosi in Aula a Matteo Salvini.

"C'è da evitare l'aumento dell'Iva e serve un governo".

"Io rispetto la sua fede religiosa che condivido anche se con accenti diversi e allora legga il Vangelo, ovviamente secondo Matteo, quando dice 'avevo freddo e mi avete accolto, avevo fame e mi avete dato da mangiare'. Se crede in quei valori faccia sbarcare quelle persone che sono ferme, ancora adesso, ostaggio di una politica vergognosa". 

"Prima del risentimento vengono la responsabilità e l'interesse del Paese"