Renzi: "Da Italia Viva nessun ultimatum ma..."

Matteo Renzi alla Leopolda 10 (Foto Fabio Cimaglia / LaPresse)

In queste ore di grande caos politico e di scontri a suon di ultimatum sulla Manovra 2020, in attesa del vertice chiarificatore tra Conte e le forze di maggioranza (previsto per lunedì 21 ottobre) e con il centrodestra agguerrito in piazza a Roma, Matteo Renzi dice la sua dal palco della Leopolda di Firenze.

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“Proporre idee non è ultimatum”

"Proporre delle idee non è lanciare un ultimatum, è fare politica: se propongo di non tartassare le partite Iva non sto lanciando un ultimatum. Non è arrivato nemmeno un ultimatum al governo da questo salone. Questa è la prima cosa che voglio dire agli amici della politica romana”, ha spiegato il leader di Italia Viva.

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“Quota 100 è solo uno spot”

"Al populista non interessa risolvere il problema, interessa enunciarlo. Ma perché Salvini fa Quota 100? Perché deve dire che ha risolto il problema dei pensionati. E' la politica dell'annuncio, Quota 100 è solo uno spot, uno slogan che costa 20 miliardi”.

“Senza l'accordo Pd-M5s per il governo avremmo vissuto una campagna elettorale con Salvini in costume, immagine agghiacciante ma più positiva dei contenuti come l'uscita dall'euro. L'alternativa era fare politica, chi diceva che per coerenza dovevamo votare avremmo consegnato l'Italia e il Quirinale al partito di chi si allea con Casapound. Sì, io ho cambiato idea e l'ho fatto per salvare l'Italia da Salvini e dal salvinismo".

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La proposta

Sempre dal palco della Leopolda, Renzi lancia una proposta al governo Conte: "Teniamo la pressione fiscale allo stesso livello dell'anno scorso. Abbassiamo le spese e offriamo il lavoro di cinque professionisti che gratis lavoreranno sulla revisione della spesa. Con il taglio vero e l'innovazione tecnologica, si può tagliare la spesa senza toccare i servizi. Ci prendiamo noi il compito di tagliare la spesa: cinque professionisti e due miliardi in un anno".

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L’attacco a Salvini

"Abbiamo fatto degli errori. Ma quello che non è successo alla Leopolda è fare errori per qualunquismo. L'immigrazione è un gran problema, chi lo nega mente. Il problema c'è e ci sarà sempre di più. Salvini non ha cambiato niente se non l'umore degli italiani creando un clima di odio". E proprio al leader della Lega, Renzi ha lanciato l’ennesima frecciatina: "Italia Viva al 4%? Intanto Salvini si è fatto fregare da noi”. E ancora: “Gliel’ho detto, la Costituzione non è il menù del Papeete, la Costituzione va letta e rispettata. Si goda il Papeete, che a governare pensiamo noi”.

"Non faremo alleanza strutturale con l'M5s"

"Non faremo un'alleanza strutturale con il M5s, è un mondo diverso - ha però precisato - Il Pd ha scelto un'altra strada. Vogliamo offrire uno spazio a chi non crede nella casa dei sovranisti e non sta in un disegno strutturale di alleanza tra Pd e M5S. A giugno faremo un nuovo Big Bag dedicato agli amministratori locali e ne porteremo a centinaia ad aderire a Iv".

“A parte alcuni valori e idee comuni, sul resto saremo competitor del Pd. Vogliamo fare quel che ha fatto Macron e che certo non ha avuto il consenso dei socialisti francesi. Vogliamo assorbire larga parte di quel consenso, vogliamo arrivare come minimo sindacale in doppia cifra", ha concluso Renzi.

Bellanova: “Nei Dem c’erano le bande armate”

Prima del discorso conclusivo di Renzi, nella mattinata di interventi, non sono mancati gli attacchi al Pd. “Chi viene dalla mia storia sa che le divisioni non le ho mai fatte, ma in questo caso non si poteva fare diversamente. Perché c'erano le bande armate. Siamo stanchi di litigi inutili”, ha detto dal palco la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che è anche la capodelegazione del partito renziano al governo. Per la ministra “Italia viva non è solo la casa di quelli che ne hanno lasciato un'altra ma di chi una casa ancora non l'ha trovata. Quel progetto politico che doveva mettere insieme due forze riformiste non si è mai realizzato» e lo dimostra il fatto che «i patrimoni di quei partiti sono stati sempre tenuti separati”.

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