Renzi: "Dpcm sbagliato, poggia su ansie non su dati scientifici"

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"Il decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati. Fomenta le tensioni sociali di un Paese diviso tra garantiti e non, crea un doppio binario sui ristori economicamente insostenibile nel medio periodo". Lo dichiara il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un passaggio di un'intervista a 'La Repubblica' in cui sottolinea che "l’utilità del dpcm dal punto di vista sanitario è tutta da dimostrare, mentre è certo sia dannoso a livello economico e sociale".

Il provvedimento emanato dal governo "tradisce una visione ottocentesca della cultura vista come mero divertimento di cui si può fare a meno e non come pilastro - anche economico - della nostra identità: preoccuparsi dei cinema e dei teatri senza aver fatto funzionare trasporti e tamponi è umiliante". A parere di Renzi "servono decisioni basate su valutazioni scientifiche e non su emozioni irrazionali. Dovremo convivere con il virus ancora per qualche mese: proprio per questo occorre organizzarsi in modo lucido, non con scelte improvvisate".

Renzi passa poi a commentare le parole del presidente del Consiglio sui rilievi di Iv al dpcm e sulla necessità di cambiare radicalmente il provvedimento. "Questo modo sbrigativo di rispondere alle critiche mi sembra più adatto a un populista che a un premier. Che vuol dire giochini politici? Vorrei ricordare che senza i miei giochini politici di un anno fa oggi Conte farebbe il professore all'Università di Firenze e in queste ore si occuperebbe di come funziona la didattica online da Novoli, non di dpcm. Io faccio politica, non giochini. E suggerisco al premier di farsi aiutare dalla sua maggioranza anziché considerarsi depositario della verità. Vogliamo dare una mano, ma fare politica per noi non è una parolaccia, non siamo populisti noi".

"Zingaretti - prosegue Renzi - pone un tema giusto quando parla del Mes: avessimo chiesto il Mes quattro mesi fa avremmo oggi meno persone in coda per un tampone e più controlli nelle scuole e nelle Rsa. Continuare a dire no al Mes è masochismo, non ideologia. E sinceramente non capisco la sponda che Gualtieri sta dando ai 5 stelle su questo".

"A metà 2021 il mondo ricomincerà a girare a mille: dovremo essere pronti. Per questo serve il Mes, per questo serve il Recovery fund. Ho chiesto un tavolo politico per gestire queste cose, non per avere un ministero in più. L’Italia ce la farà. Ma dobbiamo abbandonare la superficialità e il populismo. E mettere in campo la Politica, quella con la P maiuscola", conclude Renzi.