Renzi ha fermato la raccolta firme contro Salvini

paolo molinari

Matteo Renzi fa un passo indietro e ritira la raccolta firme - arrivata a quota tremila, dice - per chiedere le dimissioni del ministro dell'Interno e vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini. A farlo desistere, spiega l'ex segretario Pd su Facebook, sarebbero state le polemiche innescate dall'iniziativa. Ma Renzi ne approfitta per accusare la dirigenza dem di soffrire di una vera e propria "ossessione ad personam" nei suoi confronti.

Nelle ore successive alla presentazione della petizione da parte dei Comitati di Azione Civile di Renzi, speculare a quella ufficiale del Partito Democratico, era stata la responsabile Scuola del Pd, Camilla Sgambato: Raccogliamo le firme con il modulo del Pd. Dappertutto. Uniti!". Renzi, però, va avanti a testa bassa: "Firma e fai firmare la petizione per le dimissioni di Salvini", scrive su Twitter. "All'Italia serve un Ministro dell'Interno, non un influencer. E serve al Viminale, non altrove ad attaccare i giornalisti. Che altro deve fare di più per meritare una mozione di sfiducia?". Parole che accompagna con il link al modulo online dei suoi comitati.

Un'ora dopo, però, L'iniziativa più decisa, è l'ex ministro dello Sviluppo Economico a suggerire di unire le due petizioni: "Con 15 minuti di duro lavoro ho fuso le due petizioni per le dimissioni di Salvini. Che ne dite, facciamo questo sforzo di unità? Daje", scrive Carlo Calenda su Twitter, chiamando in causa lo stesso Renzi, il presidente del partito Paolo Gentiloni, il segretario Nicola Zingaretti, e tutto il Pd.

Un post, quello di Calenda, che riceve immediatamente una ridda di commenti favorevoli e di critiche nei confronti di chi non fa che litigare all'interno del Pd. Sarà bastato questo a far desistere Renzi? Di sicuro c'è che, nel giro di qualche ora, l'ex rottamatore fa marcia indietro: "Continuano ad attaccare il Matteo sbagliato. Ma io non voglio polemica. Ecco perché stoppiamo la raccolta firme", cinguetta. Poi attacca, prima ricostruendo i fatti dal suo punto di vista: "Ho promesso di non parlare delle discussioni interne al Pd perché litigare tra noi in presenza di un Governo come questo è allucinante. Purtroppo anche oggi ci sono polemiche inspiegabili sul fatto che i bravissimi comitati di Azione Civile hanno presentato una raccolta firme per la mozione di sfiducia a Salvini".

Renzi ricorda "la storia: alcuni di noi hanno proposto di portare il Ministro dell'Interno in Parlamento attraverso una mozione di sfiducia. Il gruppo dirigente del Pd ha bloccato questa iniziativa, definendola sbagliata. E noi abbiamo di conseguenza fermato le macchine. Poi, quando finalmente il Pd ha fatto la mozione di sfiducia era troppo tardi per votarla in Aula prima di settembre. Non mi è sembrato un capolavoro, ma ormai è andata. Ho personalmente chiesto allora una mobilitazione online per tener vivo da qui a settembre lo sdegno contro ciò che Salvini ha fatto. Abbiamo raccolto in due giorni più di trentamila firme. Oggi ci viene detto che la raccolta firme va bloccata, sostituita o unita a quella improvvisamente annunciata dalla segreteria del Pd. Avverto forte il rischio di cadere nel ridicolo. E per questo dico che stoppiamo subito la raccolta firme - che avrebbe dovuto continuare fino al 12 settembre - e cosi' evitiamo ogni polemica".

Infine l'accusa: "Sono sempre dell'avviso che una parte rilevante del Pd stia attaccando ancora il Matteo sbagliato: aver bloccato l'intervento al Senato, la scelta come responsabile delle riforme costituzionali di un parlamentare che ha votato NO il 4 dicembre, gli attacchi contro le misure dei nostri Governi, le aperture ai Cinque Stelle non solo in Sicilia. Ma diciamo che il tormentone di agosto non può essere il derby sulla raccolta firme. Mentre Salvini e Di Maio combinano danni, che si fa? Si continua a litigare all'interno? Ma dai. Se il gruppo dirigente del Pd ha cambiato idea e adesso finalmente vuole la sfiducia meglio. Noi blocchiamo la nostra raccolta di firme, spero che altri blocchino le loro ossessioni ad personam".

A Renzi risponde, pur senza citarlo, la vice segretaria Pd Paola De Micheli: "Basta con queste discussioni ridicole sulle firme. Più siamo meglio è, più firme ci sono meglio è, più si dice la verità meglio è. Nessuno impedisce o ha impedito nulla a nessuno. Gli avversari sono fuori di noi. Occupiamoci delle persone, dei lavoratori, degli studenti, dei pensionati, delle imprese. Questo si aspettano da noi".