Renzi: governo al 2023 se avrà nomi di qualità, non stacco spina

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Roma, 30 ago. (askanews) - "Sarà cruciale la discussione sui contenuti. Non potremo mai votare la fiducia a un governo che aumenta l'Iva o che fa passi indietro sulla lotta all'evasione fiscale. In questo senso trovo incoraggianti le prime dichiarazioni di Conte: non dimentichiamo che la procedura di infrazione europea è stata salvata grazie alla nostra fatturazione elettronica. L'Italia è ferma, rimettiamoci a correre". Lo dice, in un'intervista al Messaggero, l'ex premier Matteo Renzi secondo il quale questo governo potrà avere un ampio orizzonte: "A mio giudizio la legislatura arriverà al 2023. Che ci arrivi questo governo dipenderà dalla qualità dei ministri che saranno scelti. Mi auguro che il premier voglia scegliere i migliori, mettendo in sicurezza soprattutto i dicasteri più delicati a cominciare da Viminale e Tesoro. Salvini aizzerà le piazze contro il governo e al Viminale ci vogliono nervi saldi e un ministro degno di questo nome". E dà un consiglio a Luigi Di Maio, che tra le varie ipotesi sembra accarezzare proprio quel ministero: al Viminale "sarebbe solo il nemico perfetto per Salvini". Il ruolo del capo politico M5s "lo decideranno lui, Zingaretti e Conte. Certo non al Viminale, dove occorre un professionista della sicurezza e non un ex vicepremier che non ha esperienza in questo senso e sarebbe solo il nemico perfetto per Salvini".

Quanto ai timori, diffusi, sulla 'lealtà' dello stesso Renzi a questa operazione, "dopo quello che è accaduto in questo mese mi aspetterei un grazie, non la richiesta di garanzie. Io non sono quello che stacca la spina: magari posso essere tra quelli che la spina l'ha attaccata, portando la corrente in un luogo in cui non c'era. Al governo che sta per nascere dirò: pensate a lavorare, non a inseguire i fantasmi. Ho messo la faccia su un'operazione difficilissima per mandare a casa Salvini, che fino a qualche settimana fa sembrava invincibile. L'ho fatto perchè il linguaggio e la postura degli ultimi mesi erano assurdi: pieni poteri, la pacchia è finita rivolto a delle donne violentate, le opacità nelle relazioni con la Russia o sui 49 milioni di euro".

Sul Pd, osserva: "E' stata unità vera. Faticosa, ma vera. Abbiamo messo da parte le discussioni interne". Sulla proposta di Beppe Grillo di ministri tecnici, commenta: "Chi fa il ministro è sempre politico, mai solo tecnico. Ma mi piace l'idea: scegliere persone di grande qualità. Ad esempio: con Grillo un anno fa ho firmato un documento a favore dei vaccini, predisposto dal professor Burioni. Mi piacerebbe" gli fosse almeno chiesto di fare il ministro. Sulla possibilità che i renziani facciano parte del governo invece afferma: "I renziani non lo so, non tocca a me. Renzi di sicuro fuori. Fuori e felice".