Renzi, gruppi Italia Viva, verso annuncio martedì a Camera e Senato

Lsa

Roma, 18 set. (askanews) - Sarà probabilmente martedì 24 settembre la giorata dell'anuncio ufficiale dei gruppi renziani Italia Viva, sia alla Camera che al Senato. I presidenti dei due rami del Parlamento, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, dovrebbero rendere nota in Aula la lettera con la firma dei rispettivi parlamentari che dichiareranno di aderire all'iniziativa di Matteo Renzi.

Alla Camera, secondo quanto si apprende, il gruppo può contare al momento su 24 deputati, al Senato su 14. Ma i numeri possono cambiare fino a quando le adesioni non saranno formalizzate. A Montecitorio sarà costituito un gruppo autonomo poiché è soddisfatto il requisito richiesto di un numero di deputati superiore a 20.

Al Senato, in base al nuovo regolamento in vigore dallo scorso anno, per la costituzione del gruppo servono due requisiti, il numero degli aderenti almeno di 10 e il simbolo che deve essere stato presentato alle elezioni e deve aver prodotto eletti. La componente renziana non soddisfa il requistito del simbolo. La prima soluzione che si prospetta, quella che Renzi preferisce, è ottenere una deroga al regolamento da parte della Presidente del Senato. Che a sua volta, prima di decidere potrebbe interpellare il Consiglio di presidenza o la Giunta per il regolamento, essendo questo un caso inedito.

In alternativa, Renzi sarebbe pronto a chiedere l'aiuto del senatore socialista Riccardo Nencini, che oggi fa parte del gruppo misto e che potrebbe concedere il simbolo del Psi, di cui ha piena disponibilità. Anche Nencini in queste ore starebbe lavorando per sondare l'orientamento del partito. Si tratterebbe di una 'manovra parlamentare' non di una forma di 'assorbimento' del Psi in Italia Viva. Il nuovo gruppo che eventualmente si costituirà, e che quindi vedrebbe anche l'adesione di Nencini in aggiunta agli altri senatori, porterebbe la doppia denominazione.

Nell'eventualità che entrambe le strade dovessero risultare non percorribili, i renziani al Senato confluirebbero nel gruppo misto. Ma sembra una possibilità alquanto remota.