Renzi "La crisi non è stata aperta da noi, al Colle senza pregiudizi"

Redazione
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ROMA (ITALPRESS) - "Sono ore delicate per il nostro Paese. Il Presidente Conte ha preso atto di non avere i numeri e si è dimesso. Dopo giorni di fango contro di noi, tutto è più chiaro.

Non è Italia Viva ad aver aperto una crisi: è l'Italia che deve affrontare una crisi da far tremare i polsi". Lo scrive il leader di Italia Viva Matteo Renzi nella sua e-News.

"Chiediamo un salto di qualità nella gestione della Res publica.

Significa scommettere su progetti che fanno crescere i posti di lavoro, come tutte le associazioni di categoria hanno chiesto in questi giorni al Governo, non che garantiscano sussidi. Significa cambiare passo nella gestione dei vaccini: la struttura del Commissario mostra evidenti ritardi, come già era accaduto per le mascherine, per i tamponi, per i banchi a rotelle. Significa avere una visione da qui a 30 anni, non da qui a trenta minuti - dice ancora Renzi -. Significa essere garantisti, non giustizialisti. Il Governo Conte era nato per mandare a casa Salvini. Rivendico quella scelta. E ancora ricordo i "No, giammai" del gruppo dirigente del PD che preferiva le urne a un nuovo Governo. Cambiando idea hanno permesso di evitare un esecutivo sovranista. Anche allora fummo criticati come lo siamo oggi. Forse in questa fase il massacro mediatico che abbiamo subito è stato persino peggiore. Ma voglio che tutti coloro che leggono le Enews sappiano che chi sta in Italia Viva e chi la sostiene sceglie di lottare per il bene comune, non di appiattirsi sui luoghi comuni".

"Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi. Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica. Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo.

Lo abbiamo dimostrato con una lettera inviata a Conte più di un mese fa alla quale nessuno ha dato risposta. Lo abbiamo dimostrato con le dimissioni delle ministre e del sottosegretario: unico partito che rinuncia agli incarichi, anziché cercarli - conclude Renzi -. Lo abbiamo dimostrato con un comportamento cristallino durante la crisi mentre tutti ci attaccavano".

(ITALPRESS).

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