Renzi: terzo polo anche da soli, bene se c’è Calenda

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Roma, 2 ago. (askanews) - "Siamo gli unici talmente liberi e coraggiosi che andiamo anche da soli a fare il terzo polo". Lo afferma Matteo Renzi, fondatore di Italia Viva, a Non stop news su Rtl 102.5. E sulla possibilità che si aggiunga anche Calenda, nel caso in cui l'incontro di questa mattina con Enrico Letta dovesse portare ad una rottura, Renzi risponde: "Il terzo polo con Calenda? Ottima idea, decideranno loro. Non voglio pretendere di decidere le cose degli altri. Preferisco stare sui contenuti. Ma il punto vero è che ciascuno fa i suoi conti, da una parte c'è la necessità di raccontare un progetto credibile ai cittadini e dall'altra dire: 'No, se mi metto insieme sono più tranquillo perché so quanti seggi scattano'".

Chi c'è nel terzo polo? "Di Maio no. Andava dai gilet gialli e poi è andato per Macron. Non è che non lo imbarco, è già con il Pd. La destra la conosciamo, la sinistra terrà insieme Pd con sinistra radicale e poi c'è Di Maio. Spero che i riformisti veri siano nel terzo polo, ma rischieremo anche da soli. Chi vince avrà il nostro rispetto, non si aggrediscono gli avversari". Meloni? "Non la voterà mai, ma non è fascista, non va demonizzata".

Quanto al Pd, "la proposta di Letta è stata aumentare le tasse sui patrimoni, l'elemento di rottura tra me e lui è stato l'aumento dell'IVA nel 2013. Il Pd di Letta vuole aumentare le tasse". Argomenta Renzi: "Se il Pd avesse detto: Salvini, Berlusconi e Meloni hanno lottato contro Draghi e noi siamo con Draghi, sconfiggiamo la destra, sarebbe stato bello. Ma se di fronte a questa situazione di Draghi che va a casa la sinistra si allea con Fratoianni che rinnega ciò che abbiamo fatto con Draghi come si fa a essere credibili? Basta con il gioco delle alleanze. Votare per chi vuole aumentare le tasse e rinnegare Draghi penso non sia la strada giusta. Noi pensiamo che la destra sovranista abbia fatto male a buttare giù Draghi e faccia male al Paese. Ma se la sinistra diventa una indistinta coalizione non è casa nostra".

Quanto prenderà Italia viva alle prossime elezioni? "Il mio obiettivo è prendere il 5 per cento per replicare il miracolo della scorsa Legislatura, ci basta il 3 per cento per essere decisivi. Chi vota noi non vota pasticci".

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