Duello tv, Renzi a Travaglio: "Il mio vitalizio è il Fatto"

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Da sinistra Marco Travaglio Lilli Gruber Matteo Renzi, negli studi di 'Otto e Mezzo' a la 7, 22 settembre 2016 a Roma. ANSA / MASSIMO PERCOSSI (Photo: Massimo Percossi ANSA)
Da sinistra Marco Travaglio Lilli Gruber Matteo Renzi, negli studi di 'Otto e Mezzo' a la 7, 22 settembre 2016 a Roma. ANSA / MASSIMO PERCOSSI (Photo: Massimo Percossi ANSA)

C’è un clima tesissimo durante la registrazione della puntata di Otto e Mezzo, su La7. Protagonisti Matteo Renzi, Marco Travaglio, Massimo Giannini, oltre naturalmente alla padrona di casa, Lilli Gruber. L’attesa è soprattutto per il duello fra Renzi e Travaglio. E il direttore del Fatto Quotidiano parte subito leggendo la mail del giornalista Fabrizio Rondolino a Matteo Renzi, data 2017, in cui presentava “un primo appunto sulla struttura di propaganda antigrillina” chiamato a “distruggere la reputazione e l’immagine pubblica di Grillo, Di Maio, di Battista, Raggi, Casaleggio, Travaglio e Scanzi”. Contro M5S e Il Fatto quotidiano, quindi.

Renzi replica dicendo che a quel progetto - “una ipotesi di scuola” - non è stato dato alcun seguito, anche perché “per distruggere il Movimento 5 stelle è bastato farli governare, per distruggere il Fatto basta il pregiudicato Marco Travaglio”... “Io non ho risposto per mail ma ho detto di no alla proposta di Rondolino perché noi siamo diversi dal Fatto quotidiano”. E ancora: “Io non voglio la fine del Fatto quotidiano perché è un vitalizio per me e per la mia famiglia. Il gettone che Travaglio prende qui poi lo passa alla mia famiglia”.

Controreplica di Travaglio: “Io ho ricevuto una multa di mille euro per aver detto una mia opinione, Renzi confonde i reati di opinioni, che sono un incidente del mestiere per un giornalista, con i reati di affari che lo riguardano”. E ancora: “Immaginate se questa mail fosse uscita dall’indirizzo di Casaleggio, il senatore qui presente starebbe strepitando, chiedendo dimissioni di massa”.

Ed è solo il calcio d’inizio della puntata.

Renzi parla dell’inchiesta Open definendola “un hackeraggio di Stato”, perché “hanno preso il telefonino di centinaia di persone. Hanno preso illegalmente il mio conto corrente e lo hanno spiattellato in prima pagina. Ma la verità è che a Travaglio rode perché ho mandato a casa Conte. È per questo che c’è questa campagna di odio contro di me”. Sul conflitto di interessi Renzi risponde per le sue attività - “Io prendo soldi per l’attività di conferenziere e pago le tasse regolarmente in Italia” - e alle accuse di conflitto di interessi che gli ha rivolto Giuseppe Conte sul caso Autostrade/Benetton - “Tutti i miei voti sono pubblici, sfido a dire che un mio voto in Senato sia in conflitto di interessi”.

Il leader di Italia Viva rivendica nuovamente l’operazione politica che ha portato Mario Draghi a sostituire Giuseppe Conte a Palazzo Chigi: “Io sull’etica politica posso fare una trasmissione ad hoc. La vera onestà é portare a casa i risultati.
Quello che avrò lo diranno i cittadini e non i sondaggi. Con il 2% abbiamo fermato Salvini dal Papeete e mandato a casa Conte e fatto arrivare Draghi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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