Renziana eletta presidente di commissione in Lombardia con i voti della destra. Proteste Pd e M5s

Federica Olivo
Attilio Fontana (Photo: ANSA)

Patrizia Baffi, renziana, eletta capo della commissione d’inchiesta sul Covid. Con i voti della destra. Per questo motivo, il Pd e il M5S hanno abbandonato la seduta della commissione d’inchiesta della Lombardia sul Covid-19.

 “La commissione insabbiamento”, cosi’ la definisce il gruppo M5S, che fa sapere di non aver intenzione di partecipare ai lavori “visto l’atteggiamento della maggioranza, di cui evidentemente ora fa parte anche Baffi”. Inoltre, i pentastellati chiedono le dimissioni dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

“Con l’elezione di una presidenza non neutrale, la Commissione d’inchiesta non ha senso di esistere: è una farsa”. Per questo il Movimento 5 stelle non partecipera’ ai lavori della commissione del Consiglio regionale Lombardo, sulla gestione del covid-19, e valuta un gruppo di lavoro delle minoranze. La denuncia arriva dal consigliere lombardo del M5s, Dario Violi. “Alle minoranze - rivendica - spetta la presidenza della Commissione e le nostre indicazioni, con 28 voti su di un candidato (Jacopo Scandella del Pd, ndr), sono state chiarissime. La maggioranza ha eletto una sua candidata, che fa parte di Italia Viva, partito che oggi entra a tutti gli effetti nel centrodestra. E’ lo stesso gruppo politico che proprio questa mattina ha salvato Salvini da un processo a Roma. Evidentemente la Lega gli ha restituito il favore in Lombardia e, visti i gravi errori che ha commesso nell’emergenza, ha scelto una commissione d’inchiesta schierata a suo favore”.

Per il consigliere M5s “la maggioranza ha paura delle proprie responsabilità. Non parteciperemo ai lavori di una Commissione d’inchiesta che non offre nessuna garanzia per una valutazione imparziale della gestione dell’emergenza Covid-19 della Regione Lombardia e un discorso complessivo sulla sanità lombarda. Per parte nostra stiamo valutando la possibilità di avviare un gruppo di lavoro delle minoranze sulla pandemia”.

“Oggi abbandoniamo l’aula e a questo punto è necessario scendere in piazza perché oltre all’arroganza degli errori c’è la paura di scoprire le gravi responsabilità politiche di Attilio Fontana su questa vicenda”. Lo dichiara Pietro Bussolati, consigliere regionale del Pd in Lombardia e membro segreteria nazionale dem.

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