I renziani riaprono la manovra

Giuseppe Colombo
President of the Council of Ministers of the Italian Republic Giuseppe Conte and Italian politician Roberto Gualtieri during his briefing on the changes to the Treaty on the European Stability Mechanism in the Senate Chamber. Rome (Italy), December 2nd, 2019 (photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Il segnale che i renziani stanno facendo sul serio, che vogliono riaprire la manovra, arriva quando a palazzo Chigi sta per iniziare il vertice di maggioranza che Giuseppe Conte è stato costretto a convocare proprio per sondare le loro intenzioni. I partecipanti sono già seduti al tavolo. Sono le 17.27. Matteo Renzi appare su Facebook: “Le tasse contro la plastica e lo zucchero ‘funzionano’ mediaticamente per i populisti. Fanno licenziare 5mila persone”. Il riferimento è ai grillini. È il là per dire ai suoi che sono dentro di iniziare a battagliare per cancellare le due tasse. Dentro ci sono Davide Faraone, Luigi Marattin e Teresa Bellanova. Il messaggio è netto: “O si cancellano le due tasse o la manovra non va avanti”. La discussione si accende, partono le urla. Dopo oltre due ore si prende atto che le posizioni sono inconciliabili. Si butta sul tavolo una traccia di mediazione da verificare in nuovo vertice fissato venerdì mattina. Ma dopo due ore la traccia è già carta straccia.

La fumata nera a palazzo Chigi ha una genesi lunga, sottotraccia da settimane ed esplosa oggi per un’intera giornata. Al mattino i renziani annunciano due subemendamenti alla legge di bilancio per cancellare la tassa sulla plastica e la sugar tax. All’ora di pranzo si alzano dal tavolo di maggioranza in corso al Senato perché capiscono che solo cambiando il luogo decisionale, spostandosi cioè a palazzo Chigi, possono provare a ottenere qualcosa. La scia di questa fumata dice della difficoltà del governo di essere compatto sulla base minima del senso del suo mandato: la manovra. I tempi sono strettissimi e proprio quando i giochi sembravano chiusi al Senato per il primo via libera, ecco che la maggioranza si riscopre nuovamente divisa.

Ma ritorniamo al vertice. I renziani partono a razzo e provano a portare a casa il bottino pieno, ma il resto del governo frena subito le intenzioni più bellicose. Si discute per circa un’ora, poi tutti concordano sulla...

Continua a leggere su HuffPost