Renziani in rivolta: "Nessun toscano nel governo"

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"Che una regione come la Toscana non abbia un suo rappresentante al governo, è assurdo. E' stato fatto per leggerezza, stupidità? O per punire qualcuno ovvero Matteo Renzi? Delle due l'una e non sappiamo quale delle due motivazioni sia peggiore...". Un big dell'area renziana riassume così l'irritazione per l'assenza della Toscana dal governo Conte 2.  

"Noi -specifica la stessa fonte all'Adnkronos- non abbiamo chiesto che venisse portato al governo uno dei nostri. Ma che ci fosse un toscano, anche della maggioranza. Sono circolati i nomi di Gelli, di Susanna Cenni. Avevamo posto il problema e dal Nazareno ci hanno garantito che ci sarebbe stata una soluzione. E invece vediamo solo un rancore assurdo e stupidità perché in Toscana, va ricordato, tra qualche mese si vota...".  

Ma l'irritazione dell'area renziana espolde anche in chiaro. Una batteria di dichiarazioni. Da Francesco Bonifazi, vicinissimo a Renzi, che twitta: "Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento. Buon lavoro al Governo".  

Ed ancora il sindaco di Firenze, Dario Nardella: "Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato". E rimarca: "Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi". 

E poi Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici a Strasburgo e segretaria regionale del Pd toscano: "Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare".  

"La Toscana -incalza Bonafè- è stata l'unica regione dove nelle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha saputo tenere testa alla Lega. Alle amministrative di giugno abbiamo riconquistato con il buon governo tutte le città capoluogo al voto e permesso al Partito Democratico nazionale di salvare un risultato complessivo molto deludente. Non possiamo essere considerati solo serbatoio di voti, esprimiamo una classe dirigente preparata e competente che avrebbe potuto dare un contributo importante al nuovo governo". 

La protesta di big dell'area renziana è stata accolta con "stupore" dalla maggioranza Pd. A quanto viene riferito, non sarebbe mai stato posto un 'caso' Toscana durante la trattativa per la composizione del governo né tantomeno avanzato il nome di un esponente toscano. "Sono 8 al governo, 3 ministri e 5 sottosegretari: un numero corposo ma nei nomi proposti dall'area renziana non è mai comparso un toscano", si spiega. Sempre le stesse fonti, fanno notare all'Adnkronos, come Dario Franceschini e Andrea Orlando, che hanno gestito la trattativa per il governo, abbiano messo in campo ogni sforzo per andare incontro alle richieste delle varie anime dem cercando di valorizzare tutti. Per dire, l'area Martina esclusa dalle nomine dei ministri, ha avuto riconoscimento nel sottogoverno con Matteo Mauri, viceministro al Viminale. Fonti della componente fanno sapere che "si è scelto di fare un investimento su Mauri, che è l’uomo più vicino a Martina in assoluto" anche nell'ottica di valorizzare il Nord: Mauri è lombardo e la sua nomina è anche un "dare segno presenza di Milano nel governo".