## 'Repubblica' contro De Benedetti, quotidiano difende Scalfari

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Roma, 19 gen. (askanews) - "Repubblica" fa quadrato intorno a Eugenio Scalfari e al direttore Mario Calabresi dopo le accuse mosse in tv al fondatore e alla linea del giornale da Carlo De Benedetti.

In una nota il comitato di redazione del giornale "respinge le accuse" di De Benedetti che, da quando ha lasciato gli incarichi operativi all'interno del gruppo Espresso "si unisce al coro di chi con cadenza quasi quotidiana attacca questo giornale e ciò che rappresenta. Ma vogliamo tranquillizzare Carlo De Benedetti: l'identità e il coraggio che Repubblica dimostra nell'informare i propri lettori e nel portare avanti le proprie battaglie sono vivi e sono testimoniati innanzitutto dal lavoro dei giornalisti che ogni giorno difendono e dimostrano la propria indipendenza senza bisogno che qualcuno gliela conceda". L'assemblea dei redattori si riunisce quindi oggi per "ribadire la propria determinazione a rispondere a ogni attacco che voglia mettere in dubbio la loro professionalità e il patrimonio di valori che il giornale in quarant'anni si è costruito".

A De Benedetti, intanto, questa mattina aveva risposto lo stesso Scalfari, del quale l'ingegnere, a '8 e mezzo' su La7, aveva detto, tra l'altro, che dovrebbe "solo stare zitto" visto che a lui "ho dato un pacco di miliardi (di lire, n.d.r.) pazzesco" e che le note parole su Berlusconi e Di Maio erano state dettate da "vanità". "Il vanitoso - replica Scalfari in una intervista sul giornale - è chi si gloria di qualcosa che ha fatto o peggio non ha fatto; chi si attribuisce meriti che non ha. Che cosa c'entra la vanità con la scelta tra Berlusconi e Di Maio? Mi spiace dirlo, ma è invece da vanitoso definirsi fondatore di un giornale che non hai né fondato né cofondato". Per quanto riguarda i "miliardi", De Benedetti si riferisce all'acquisto di 'Repubblica' che , precisa Scalfari, "fu un affare per lui che divenne il proprietario" del giornale.

Per rispondere a De Bendetti, invece, Calabresi firma oggi un editoriale sulla prima pagina del quotidiano. Il direttore sottolinea che l'uscita dell'ex editore dai ruoli operativi "ha lasciato strascichi polemici contro il giornale" che "danneggiano innanzitutto il lascito e la storia di De Benedetti come editore. La rottura con Eugenio Scalfari e le critiche ingenerose al fondatore di Repubblica non erano immaginabili, così come quelle mosse al giornale, alla sua identità e a questa direzione". Calabresi rassicura quindi "i lettori che l'impegno e l'orgoglio dei giornalisti di Repubblica, della sua intera redazione, sono intatti". "Questo giornale - conclude il direttore - deve molto a Carlo De Benedetti e alla sua passione, ma anche l'Ingegnere dovrebbe sentire un debito di gratitudine nei confronti di una testata che ha occupato una parte importante della sua vita. Le donne e gli uomini che lavorano a Repubblica lo meritano. Il presidente onorario deve difendere e tutelare l'immagine e l'onorabilità del giornale: il contrario di quanto è accaduto".