Repubblica fa “tana” al summit romano delle due che potrebbe far innervosire Berlusconi

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La leader di FdI Giorgia Meloni
La leader di FdI Giorgia Meloni

Letizia meglio del “patriota”, se ne parla dopo le notizie di Repubblica sull’incontro segreto fra Giorgia Meloni e Letizia Moratti: l’assessora lombarda potrebbe essere candidata al Quirinale secondo alcune letture su un summit romano che starebbe già facendo innervosire Silvio Berlusconi. Secondo il quotidiano di Eugenio Scalfari qualche giorno fa a Roma Giorgia Meloni ha avuto un faccia a faccia con Letizia Moratti.

I rumors sull’incontro segreto fra Meloni e Moratti: Giorgia “cerca Letizia” e scarica il patriota?

Ora, i rumors su quell’incontro parlano della possibilità che la responsabile del Welfare del Pirellone si candidi al Quirinale per il centro destra, il che schiude scenari ipotetici ma tellurici. Il dato è che l’incontro arriva giusto a ridosso delle consultazioni per il colle della Lega di Salvini e in modalità maglio sulle aspirazioni ormai dichiarate di Berlusconi di andare a fare il Capo dello Stato.

L’opzione che spariglia i conti di Berlusconi e l’incontro segreto fra Meloni e Moratti

Dichiarate e pianificate secondo una “conta” che vede comunque FdI in pallottoliere e che aveva visto la Meloni indicare ed in un certo senso “investire” proprio Berlusconi. Insomma, o è un casino inaspettato, o è una lettura ardita o qualcosa è cambiato in casa del solo partito di centro destra che non sta al governo. L’ipotesi più accreditata è che, in virtù del fatto che a Berlusconi servono una cinquantina di voti su cui giura ma che non sono certi, il centro destra si stia creando un’alternativa di lusso. Pare confermarlo lo stesso Ignazio La Russa: “Ci auguriamo la vittoria di Berlusconi. Se così non fosse, servono ipotesi B e C ma sono ancora premature”.

Un incontro segreto fra Meloni e la “pigliatutto” Moratti: un piano B di lusso

E Letizia Moratti è un piano B extra lusso, perché? Perché pesca in tutto il centro destra ufficiale, gratta in casa di Matteo Renzi ed allontana lo spettro forzista del “Presidente Presidente” dopo il “Presidente Operaio”. In più ha dalla sua la corazzata di Comunione e Liberazione e una volta al Quirinale diventerebbe totem vivente del prestigio, cioè del potere contrattuale, della stessa Meloni.

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