RespirArt 2022, dal 23 al 30 Luglio a Pampeago la rassegna di lannd art

Image from askanews web site
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Roma, 12 lug. (askanews) - Gli mancava soltanto il suono. RespirArt, da quest'estate, è il primo parco d'arte ambientale che suona. L'appuntamento per la quattordicesima esposizione alpina di land art è a Pampeago dal 23 al 30 Luglio. Il parco della Val di Fiemme, che svetta a Pampeago di fronte al gruppo dolomitico del Latemar, esprime diverse unicità. È uno dei parchi d'arte più alti al mondo, poiché raggiunge quota 2.200 m.slm. È l'unico "museo" che si visita anche con gli sci, perché d'inverno il parco è attraversato dalle piste dello Ski Center Latemar. È l'unico che si raggiunge con una Seminovia, visto che i visitatori possono seminare fiori autoctoni durante la risalita in seggiovia.

Il Parco d'Arte RespirArt, lungo un giro ad anello di 3 km, fra il Rifugio Monte Agnello, a quota 2.200, e lo Chalet Caserina, a quota 2.000, invita a rilassarsi nella continua mutevolezza della natura. Le sue opere permettono di riscoprire il senso di meraviglia, cogliendo il "nuovo" a ogni passo, come un'opportunità irripetibile.

Ora è l'unico parco che traduce l'arte in suono. Una buona parte delle sue installazioni artistiche si lasciano ascoltare, con cuffie acustiche da noleggiare alla biglietteria delle seggiovie Itap Pampeago.

I fondatori e curatori del parco Beatrice Calamari e Marco Nones invitano così a spingersi oltre l'osservazione visiva di un gesto d'arte, ponendosi davanti alle installazioni con un atteggiamento di ascolto.

Fra le 37 installazioni artistiche del Parco RespirArt, 16 hanno inspirato opere sonore, grazie alla produzione del collettivo artistico Miscele d'Aria Factory intitolata "RespirArt Risuona". Le opere sonore si possono ascoltare con una cuffia acustica che si connette all'installazione artistica. Ognuna di queste nasce dall'interpretazione in chiave musicale, sonora ed immersiva di alcune sculture del parco. Le stesse sono state poi integrate dalle voci dei rispettivi artisti che hanno realizzato le opere, a loro volta ispirati dalla musica e dai suoni.

Se la NASA è riuscita a tradurre in suono le immagini di un buco nero, perché non tradurre in suono un parco d'arte delle Dolomiti del Trentino? Miscele d'Aria Factory è un collettivo artistico fondato da Carlo Casillo e Mariano De Tassis (www.misceledaria.it). Le opere sonore sono indicate sulla Mappa RespirArt e sui titoli delle installazioni con il simbolo delle cuffie acustiche accompagnato da un QR code. La prima opera sonora accompagna la risalita in seggiovia come un'ouverture al parco che splanca le percezioni.

La nuova colonna sonora del parco d'arte della Val di Fiemme accompagnerà anche gli artisti ospiti della 14a Manifestazione internazionale d'arte ambientale RespirArt, dal 23 al 30 luglio 2022. Durante la festa itinerante RespirArt Day, sabato 30 luglio, dalle 9.30 alle 12.30, la giornalista Maria Concetta Mattei presenterà le nuove installazioni, gli artisti e le nuove opere sonore

Sono attese quattro nuove installazioni d'arte. Al lavoro il Zest Artist Collective - ZAC, un collettivo di artisti provenienti da Namibia, Perù, Australia, Italia, Paesi Bassi, Germania e Spagna. Il loro progetto "Residenza Insecta" è stato ideato dal collettivo e sarà realizzato dall'austriaca Imke Rust e dalla namibiana Sally Kidall.

L'artista milanese Alessandra Bruno, laureata in pittura e incisione all'Accademia di Belle Arti di Maidstone Kent (Regno Unito) creerà "L'ora d'oro" decorando un paravalanghe presente nel parco, un segno dell'uomo che si innesta con i segni della natura.

L'artista di Bolzano Sergio Camin, che vive e lavora a Ville di Fiemme tra segni, colori e parole, ispirandosi agli ulivi pugliesi colpiti da Xylella darà vita all'installazione "Loro", con la pittura di sagome di lamiera. L'opera è accompagnata da questo pensiero: "Loro. Immortali agli occhi nostri mortali. Mutanti per noi banalmente mutevoli. Loro. Le vulìe di un Salento. Che amano e cambiano. Con Loro".

Infine, tornerà per il secondo anno consecutivo l'artista siciliano Jano Sicura, che si è trasferito in Germania all'inizio degli anni '70 e ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Karlsruhe. Dopo aver installato bozzoli di ferro su un muro a scogliera del parco, quest'estate incastonerà un grande bozzolo fra due pietre, immaginando infiniti mondi e forme di vita ancora possibili.

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