Ressa nei supermercati di Bergamo, file lunghissime

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Bergamo, assalto ai supermarket: code infinite
Bergamo, assalto ai supermarket: code infinite

A Bergamo presi d’assalto i supermarket, dopo la dichiarazione di zona rossa per la Lombardia sembra di essere tornati al primo lockdown. Psicosi da Coronavirus? Non si spiegano le infinite code nei centri commerciali e alimentari della zona, dato che in base all’ultimo Dpcm gli esercizi che vendono beni di prima necessità rimarranno aperti.

Bergamo, assalto ai supermarket

All’ingresso dell’Iper file lunghissime di clienti con il carrello pieno di generi alimentari, come se l’intento fosse quello di chiudersi in casa fino a dicembre. La coda aveva occupato di traverso la galleria, tanto che il supermarket ha dovuto adibire due persone allo smistamento del traffico, per evitare poi assembramenti.

Stessa scena anche all’Iper di Seriate, con parcheggio quasi al completo, in parte persino al Conad del centro commerciale di Curno. “Sono i risultati della disinformazione che crea paura. In Germania la chiusura era stata decisa con settimane di anticipo, noi mercoledì ci siamo trovati a rincorrere le notizie tutto il giorno per scoprire solo alle 20 che non sarebbe scattata il giorno dopo”, ha detto il direttore dell’Ascom Oscar Fusini.

Folla nei negozi a Bergamo

Non solo alimentari ma anche negozi, la folla si è riversata persino qui prima della chiusura, in cerca di regali natalizi probabilmente nel timore di non riuscire a fare shopping prima di Natale. Dimenticandosi della possibilità di fare acquisti online, centinaia di persone hanno intasato i centri commerciali di Bergamo.

“Noi terremo aperti 100 negozi su 280. In questi due giorni abbiamo registrato un aumento del 30% degli accessi, con una clientela concentrata soprattutto fra elettronica, abbigliamento e servizi di telefonia”, ha detto il direttore di Oriocenter Ruggero Pizzagalli, “Certo, sapere sempre le cose all’ultimo momento rende tutto più complicato per i clienti ma anche per noi che dobbiamo organizzarci“.