Restauratrici e archeologhe, al via 'auto-censimento' on line

Roma, 28 mar. (Labitalia) - "L'obiettivo è abbinare alla cultura anche le parole economia e lavoro. Vogliamo arrivare a una quantificazione delle professionalità, che sono tante e alte, presenti nel settore. Questo per poter programmare gli investimenti nel settore e organizzare le risorse a disposizione". Così Serena Morello, responsabile Restauro per la Fillea Cgil, spiega a LABITALIA gli obiettivi dell'iniziativa del Coordinamento 'Donne in bilico per la cultura' che oggi, in occasione del convegno 'Storie di donne, d'arte e di cultura. Il lavoro non tutelato di chi tutela', ha lanciato l'idea di un vero e proprio 'censimento' di tutti coloro che operano e lavorano per i beni e le attività culturali.

Restauratrici e archeologhe, attrici e archiviste, che hanno dato vita al Coordinamento 'Donne in bilico per la cultura', puntano a "mettere in rete chi lavora per la cultura, che normalmente è diviso e isolato a causa delle sue stesse condizioni lavorative" e rispondere a una necessità molto precisa che è quella di fornire con serietà 'numeri' attendibili".

Si dà il via a un censimento on line che è rivolto a donne e a uomini, ma che parte dalle donne "perché rappresentano l'80% del lavoro nella cultura e quindi ne caratterizzano ed esemplificano bene le condizioni di 'salute', le principali difficoltà e l'enorme potenzialità".

"Dai giornali abbiamo appreso, con precisione, il numero di capi ovini presenti in Italia (per chi fosse interessato 6.790.055), nel nostro paese abbiamo una conoscenza dettagliata del numero di aziende con allevamenti e il relativo numero di bestiame diviso per specie, ma se provassimo a fare una stima di quanti lavoratori sono impegnati nel settore dei beni e delle attività culturali -contestano le donne del Coordinamento- ecco che i dati cominciano a scarseggiare e l'approssimazione diventa inevitabile".

"Conosciamo con precisione -sottolineano le donne della cultura- solo il numero dei dipendenti del ministero per i Beni e le attività culturali: 20.076 nel 2010, di cui 6.414 occupati nel settore tecnico-scientifico ovvero il 31,9% del totale. Ma i numeri forniti dal ministero non sono certo esaustivi; è necessario considerare anche i dipendenti delle amministrazioni locali, delle imprese a partecipazione pubblico/privato e di quelle private".

E allora, concludono le donne del Coordinamento, "non resta che contarci da sole, fornendo le statistiche della realtà in cui lavoriamo da anni".

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