Rette, rifiuti e altre imposte. A Roma stretta sui pignoramenti già a partire da 16 euro

Andrea Managò

Stretta del Campidoglio per chi non paga le imposte comunali. Nel mettere ordine tra i diversi testi che disciplinano i tributi di competenza comunale - dalla retta scolastica alla tassa sui rifiuti - con i relativi ricorsi, il Comune di Roma ha reso più stringenti i termini per i pignoramenti che in alcuni casi saranno possibili già a partire da crediti per 16 euro.

L'Assemblea capitolina ha recentemente approvato il nuovo regolamento delle entrate per unificare norme contenute in più provvedimenti ed evitare, si legge nel testo "il frazionamento che rende più gravoso per il contribuente la conoscenza del quadro normativo di riferimento", in modo da agevolare il "corretto adempimento" degli obblighi fiscali.

Tra le novità introdotte nel testo "la riscossione coattiva dei crediti tributari ed extra-tributari" quando l'ammontare dovuto, specifica l'articolo 33, "sia superiore a 16 euro, salvo che sia diversamente stabilito dai regolamenti che disciplinano le singole entrate".

In caso di pericolo per la riscossione dopo la notifica dell'avviso di accertamento, il responsabile dell'entrata puo' chiedere l'iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e l'autorizzazione a procedere al sequestro conservativo dei beni "il cui importo complessivo sia superiore a 8 mila euro".

Resta comunque l'attenzione per le fasce sociali più svantaggiate. Qualora il debitore si trovi in una comprovata situazione di difficoltà economica, la rateazione delle somme da pagare al Campidoglio "puo' essere aumentata fino a 72 rate con un importo minimo di euro 100 per ciascuna rata".