'Revenge porn', Moige: urgente norme per formare minori e tutelarli

Red/Cro/Bla

Roma, 14 mar. (askanews) - "In relazione a quanto sta avvenendo in queste ore ai danni del deputato Sarti, alla quale esprimiamo la nostra piena solidarietà, riteniamo urgente e necessario richiamare l'attenzione sulla necessità di approvare una norma che contrasti la diffusione di immagini intime per tutelare, in primo luogo, i minori, ma non solo, da danni psicologici e morali che possono anche provocare il compimento di azioni tragiche. Necessario, inoltre, intervenire per prevenire e formare i più piccoli, attraverso un forte coinvolgimento dei genitori, a un rapporto corretto con la sfera dell'intimità". Lo afferma in una nota Elisabetta Scala, vicepresidente del Moige - Movimento Italiano Genitori.

"I dati di una recente indagine del Moige hanno evidenziato che ancora una volta Internet si conferma come un mezzo per trasgredire facilmente. Per l'accesso ai contenuti pornografici i ragazzi utilizzano principalmente smartphone (59,3%), tablet (14,1%) e pc collegato ad Internet (8,4%). È dunque, secondo il campione, attraverso Internet che hanno la possibilità di trovare materiale pornografico", prosegue la nota.

"Il 76% dei minorenni partecipanti all'indagine dice di non avere alcun filtro parental control sui propri device, o di essere riuscito ad eliminarlo (6,3%). Rispetto a come si procurano il materiale pornografico il 95% di loro dice di non comprarlo ma di cercarlo gratuitamente navigando on line dai propri device. I pochissimi che lo acquistano, il 38,2% lo fa su internet; gli altri lo comprano presso attività commerciali (26,5%), sulle bancarelle (16,2%) o sulla pay tv (10,3%). Sia per quanto riguarda la vendita fisica (59,2%) che la visione on line (78,8%) di materiale pornografico i ragazzi del campione affermano che non c'è stata verifica dell'età; addirittura presso i rivenditori fisici per il 56,3% di loro, non è stato un problema acquistare materiale pornografico, nonostante avessero accertato la minore età", aggiunge.

"Tali dati dimostrano un troppo facile e sempre più precoce accesso dei minori a materiale pornografico che nel tempo li desensibilizza dalle conseguenze di azioni di cyberbullismo legate alla sfera sessuale, quale il Revenge Porn", conclude Scala.