Revocati i poteri di emergenza a Orban, ma potrà emettere decreti

AGI - Il Parlamento ungherese ha votato la fine dei poteri emergenziali del governo per affrontare la crisi sanitaria del coronavirus, ma lasciando a Viktor Orban la possibilità di dichiarare un nuovo "stato di pericolo" in caso di seconda ondata dell'epidemia che consentirebbe al suo esecutivo di legiferare per decreto.

"Con 135 voti a favore, 54 contro e 3 astensioni, il Parlamento ha votato per porre fine all'ordine giuridico straordinario", ha annunciato su Twitter il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs. 

"Il governo ora restituirà i suoi poteri speciali, mantenendo al contempo la preparazione epidemiologica in vista di una seconda ondata dell'epidemia", ha spiegato Kovacs.

Secondo tre ong sui diritti umani - il Comitato ungherese Helsinki, l'Unione delle libertà civili ungherese e Amnesty International Ungheria - la legislazione adottata oggi "permetterà al governo di legiferare di nuovo per decreto per un periodo di tempo indeterminato, questa volta senza nessuna salvaguardia costituzionale minima".

Le tre ong hanno denunciato in particolare la possibilità di limitare per decreto la libertà di movimento e manifestare in caso di nuovo Stato di emergenza, nonché poteri maggiori per i servizi di sicurezza e minori obblighi di trasparenza per il governo.

Durante lo stato d'emergenza il governo ungherese ha pubblicato più di 100 decreti, anche in settori che non avevano nulla a che vedere con l'epidemia coronavirus. L'Ungheria finora ha registrato 4.077 casi e 565 decessi.