(Ri)partiamo dalla salute: via a Congresso su prevenzione cardiovascolare

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Image from askanews web site
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Roma, 15 set. (askanews) - Le malattie cardiovascolari (infarto, ictus, vasculopatie) rappresentano la principale causa di morte nei Paesi occidentali, compresa l'Italia, dove ogni anno provocano 240 mila decessi. Sono almeno 7,5 milioni gli italiani interessati da queste malattie; ogni anno nel nostro Paese si registrano 150 mila infarti e 600 mila nuove diagnosi di scompenso cardiaco, che genera 1,5 milioni di ricoveri, numero che lo pone al primo posto tra tutte le cause di ospedalizzazione. E' con questi numeri che la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), presieduta dal Professor Massimo Volpe, torna a parlare di prevenzione cardiovascolare in occasione del suo congresso annuale che si terrà in formato virtuale il 16 e il 17 settembre. "Quest'ultimo anno, dominato dalla triste cronaca della pandemia di Covid-19 - afferma Volpe - è stato la Caporetto della prevenzione a tutti i livelli. I pazienti, anche quando non relegati in casa dai lockdown, hanno avuto paura di andare dal medico, tanto più se in ospedale. Dal canto loro, molti medici sono stati 'dirottati' sulla gestione dei pazienti con Covid-19 e hanno avuto meno tempo e spazi ambulatoriali a disposizione per le visite di prevenzione. Durante il primo lockdown del 2020 i ricoveri per infarto si sono ridotti del 50% rispetto all'anno prima, perché i pazienti hanno avuto paura di recarsi in pronto soccorso. E nei mesi a seguire, dopo la breve tregua estiva, il lavoro a distanza, la DAD, la chiusura delle palestre, il maggior ricorso al comfort food e il maggior tempo passato in casa hanno fatto lievitare le ore di sedentarietà e peggiorare il controllo di una serie di fattori di rischio, dall'eccesso di peso, all'ipertensione, allo scarso controllo del diabete, all'aumento del colesterolo. Per non parlare del maggior consumo di alcol o della ripresa del fumo. È oggi insomma più che mai necessario ripartire dalla prevenzione e la SIPREC è pronta a fare la sua parte, con tante idee e strategie innovative".

Gli esperti stimano che gli italiani dal cuore affaticato siano molti di più (fino a 3 milioni) di quanto indicato dalle cifre ufficiali, perché la maggior parte dei casi non viene diagnosticata. E lo scompenso cardiaco è una patologia molto impegnativa dal punto di vista sia della qualità che della quantità di vita; a 4-5 anni dalla diagnosi la mortalità arriva infatti al 50%. "Lo scompenso cardiaco - sottolinea il professor Volpe - è il triste epilogo di una vita da ipertesi o con il diabete non sotto controllo. Senza dimenticare una patologica cronica come l'obesità sulla quale abbiamo gli strumenti per intervenire in modo efficace e tempestivo. Bisogna agire prima che sia troppo tardi e far capire ai 20 milioni di italiani affetti da diabete, ipertensione e spesso da entrambi queste condizioni che fare prevenzione vale davvero la pena".

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