Ri-Party-Amo: la mission sostenibile del Jova beach party

Image from askanews web site
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Milano, 3 mag. (askanews) - C'è un imprescindibile risvolto ambientale nel mastodontico progetto del Jova beach party, un risvolto che già nella prima edizione non ha mancato di sollevare critiche, acuito la sindrome del "dito alzato" come l'ha definita Lorenzo Jovanotti, che ha imposto meritoriamente valutazioni e misure specifiche per organizzare questo evento itinerante in spiaggia con decine di migliaia di persone "lasciando il segno senza lasciare segni" nell'ambiente. E proprio nell'idea del suo ideatore, di lasciare l'ambiente meglio di come lo si è trovato, la nuova edizione del Jova beach party ha un ambizioso progetto ambientale che prende vita in parallelo. Si chiama Ri-Party-Amo, ha già raccolto 3 milioni di euro di donazioni e si fonda su tre capisaldi: la pulizia delle spiagge, progetti di ricostruzione naturale e attività di educazione, sia nelle università sia nelle scuole, che coinvolgeranno le generazioni più giovani.

"E' il più grande progetto di recupero e ripristino di aree ecologiche problematiche mai fatto in Italia nella storia - ha detto il cantante davanti alla platea di studenti dell'Università Bicocca di Milano - l'idea che una cosa del genere sia resa possibile dalla cosa più effimera che c'è, un concerto, una festona in spiaggia, mi fa piacere e non per meriti specifici perchè il mio unico merito è quello di emozionare la gente con un mio concerto. Tutto il resto fa parte della mia responsabilità di cittadino".

Il progetto, nato dalla collaborazione con una istituzione finanziaria come Intesa Sanpaolo e una in campo ambientale come il WWF Italia, grazie a una campagna di raccolta fondi ancora attiva sulla piattaforma di crowdfunding For Funding della banca, ha già al suo attivo circa 3 milioni di euro che saranno utilizzati per pulire 20 milioni di metri quadri spiagge, laghi, fiumi e fondali; per realizzare sei macro azioni di ripristino degli habitat; organizzare otto incontri nelle università italiane e numerosi workshop nelle scuole capaci di coinvolgere un totale di 100.000 studenti. Tra tutti coloro che avranno contribuito alla raccolta, 4.000 persone avranno la possibilità di partecipare a due esclusivi concerti che Jovanotti terrà all'Atlantico di Roma e all'Alcatraz di Milano il 12 e il 14 novembre.

Accanto al progetto Ri-Party-Amo c'è anche un costante impegno green che riguarda tutta l'organizzazione dell'evento, attraverso partnership in grado di ridurre al minimo l'impatto ambientale a partire dall'assenza di bottigliette di plastica. A tal proposito l'organizzazione ha dovuto fare un piccolo passo indietro rispetto all'idea iniziale di distribuire borracce da riempire con l'acqua pubblica e a spiegarne le ragioni è stato lo stesso Jovanotti: "Un mio concerto è soggetto allo stesso tipo di regolamento di una partita di coppa o di un derby. L'idea di distribuire le borracce e di avere acqua sindaco in tutte le spiagge non sarà possibile ovunque perché le leggi non lo permettono e noi queste borracce non le possiamo distribuire di fatto. In più gli impianti dell'acqua da portare nelle spiagge anche provvisori non sono fattibili dal punto di vista logistico. Però una cosa siamo riusciti ad ottenerla: non ci saranno le famigerate bottigliette di plastica. L'acqua sarà distribuita in lattine di alluminio che è un materiale intelligente e facilmente reciclabile e laddove potremo avere l'acqua del sindaco verranno distribuiti bicchieri di carta completamente compostabili".

Il progetto Ri-Party- Amo affiancherà dunque l'impegno green in tutte le 12 tappe del Jova beach party che punta a sensibilizzare sul tema della sostenibilità ambientale tutti quelli che parteciperanno a questa festa itinerante. "Abbiamo immaginato Ri-Party-Amo come qualcosa capace di attivare le migliori energie e coinvolgerle in una delle più grandi mobilitazioni mai tentate per ripulire le spiagge italiane dalla plastica e mettere in cantiere progetti di restauro naturale: un esempio concreto di come si possa costruire un mondo con più natura - ha detto Bianchi - Ma non può esserci nessun futuro senza i giovani, quelli con cui ci confronteremo nelle scuole e nelle università e insieme ai quali cercheremo di tracciare la rotta della sostenibilità per le sfide di oggi e quelle di domani perché i prossimi anni saranno cruciali per costruire un futuro decarbonizzato e al 100% rinnovabile, un futuro in cui invertire la perdita di biodiversità e proteggere la natura che è alla base della nostra salute". "Come Intesa Sanpaolo facciamo tutto ciò perchè pensiamo che sia una responsabilità e una necessità per la sopravvivenza della società oltre che delle imprese - ha sottolineato Andrea Lecce, responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo - la finanza ha il dovere si condizionare positivamente i comportamenti. Per questo è particolarmente importante il risultato della raccolta fondi dedicata, che tocca già i 3 milioni di euro: ogni donazione si trasformerà in azioni utili per l'ambiente e per la comunità".

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