Riace, decaduto il sindaco della Lega: “Era ineleggibile”

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Il Comune calabro simbolo dell’accoglienza si trova di nuovo privo di un primo cittadino, dopo l’allontanamento di Mimmo Lucano. Antonio Trifoli, sindaco di Riace e membro della Lega, è stato dichiarato decaduto dalla sua carica dal Tribunale di Locri in quanto incandidabile. Al momento delle elezioni, infatti, Trifoli ricopriva già il ruolo di dipendente comunale in quanto vigile urbano.

Riace, decaduto sindaco della Lega

La – breve – carriera dell’esponente della Lega come sindaco di Riace si è aperta con la sostituzione del cartello “Paese dell’accoglienza” all’ingresso del paese con quello che ricorda che il comune è dedicato ai “Santi Cosimo e Damiano“. Una scelta che ha fatto discutere e che non è piaciuta ai sostenitori della politica dell’accoglienza promossa dal suo predecessore. Ad accendere i riflettori sul suo operato è stato il fatto che, prima di candidarsi a primo cittadino, Trifoli non aveva diritto all’aspettativa non retribuita per motivi elettorali, dal momento che era già dipendente comunale a tempo determinato. In quanto vigile urbano, non si sarebbe potuto presentare alle elezioni nel Comune in cui aveva prestato servizio.

Il trasferimento dell’ambulatorio

L’ultimo atto di Trifoli in qualità di sindaco di Riace è stato disporre la chiusura di un ambulatorio medico che offriva, gratuitamente, visite a cittadini in difficoltà economica, compresi i migranti. I medici che prestavano servizio al Jimuel – questo il nome dell’ambulatorio – erano volontari. A loro è stato ordinato di abbandonare il locale e di trasferirsi in un altro stabile, che però non risulta abilitato. Una scelta che “danneggia le fasce più deboli della popolazione”, lamenta il responsabile Isidoro Napoli.