Riace, 'sfrattato' ambulatorio gratuito. Il medico: "Non ci arrendiamo"

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di Sibilla Bertollini Da che è stato inaugurato, circa due anni fa, sono state effettuate almeno 320 visite ginecologiche per 153 donne. Tutte gratuite. Ed è solo uno dei dati dell'intera attività svolta dallo staff dell'ambulatorio di Riace dove i più bisognosi, italiani e non, fanno la fila per curarsi. Da domani la struttura sanitaria chiude i battenti, almeno per un po'. "Servono i locali per ospitare il commissario liquidatore", spiegano dal Comune calabrese che ha di fatto sfrattato i medici dall'edificio municipale in cui fino ad oggi ha avuto sede l'ambulatorio gratuito.  

I locali erano stati offerti dall'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, perché vuoti, dopo che nella primavera del 2017 era stato siglato un protocollo d’intesa tra Comune, Studio Radiologico di Siderno e l’associazione umanitaria Jimuel col quale veniva avviata l'attività polispecialistica a favore di tutte le persone indigenti. Fissi un medico di base, un pediatra, un ginecologo, un cardiologo. Due volte alla settimana in alternanza altri specialisti. "La nostra 'Associazione Jimuel' (dal nome di un bambino assistito nelle Filippine poi morto) opera già nelle zone più remote del mondo: Filippine, Kenya, Congo, Indonesia. Abbiamo pensato che era necessario intervenire anche in Italia, specie dopo aver letto di un'indagine del Politecnico di Milano da cui emergevano, in conseguenza dell'impoverimento della popolazione legato alla crisi economica, dati drammatici sulle persone che non riescono più a curarsi, senza avere nemmeno i soldi per pagare il ticket. La povertà non fa distinzioni etniche: ci venne in mente Riace", racconta all'Adnkronos il medico Isidoro Napoli, Sisì per tutti, presidente e cofondatore dell'associazione umanitaria Jimuel.  

"Sentii a quel tempo affermazioni sconsiderate: 'I migranti si aiutano a casa loro', diceva Matteo Renzi. Noi l'abbiamo fatto dove arrivavano, dove venivano accolti per essere integrati in una comunità", continua Napoli deciso a non arrendersi sulla continuità dell’attività dell’ambulatorio. "Da domani - annuncia il medico - ristruttureremo una vecchia bottega di falegnameria, per traslocare lì quando sarà possibile. Ufficialmente l'Amministrazione ci ha proposto uno spostamento di sede, dove ora sta la Guardia medica". Ma "quella sede - evidenzia Napoli - non è autorizzata a svolgere le funzioni di studio medico. E siccome già quando aprimmo l'ambulatorio a luglio 2017, nonostante tutte le autorizzazioni prodotte, ricevemmo la visita dei Carabinieri, figuriamoci ora che non ce ne sono".  

"Il sindaco Trifoli - incalza il medico - mi ha accusato di ‘bassa speculazione politica’ solo perché ho avuto l’ardire di avvisare i cittadini dell'interruzione del servizio. Se sia in atto già da tempo una operazione di smantellamento del 'modello Riace' non sta a me dirlo, certo alcuni fatti non smentiscono, vedi per esempio la cartellonistica (il borgo della Locride non è più 'Paese dell'accoglienza', come si leggeva nel cartello stradale collocato all'ingresso ma 'paese dei Santi Cosma e Damiano', ndr). Presumo che l'indirizzo sia quello della 'damnatio memoriae'. Ma riguardo all'ambulatorio si sta commettendo un errore, quel lavoro non ha colore politico", conclude Napoli.