Riad perde greggio, gli Usa accusano l'Iran. Timori per il prezzo del petrolio

Umberto De Giovannangeli
Arabia

Il Golfo Persico torna a infiammarsi. Perché colpire l’oro nero del Regno Saud è una minaccia ancor più grave del sequestro di una petroliera o un drone abbattuto. Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha accusato l’Iran per gli attacchi agli impianti petroliferi sauditi, affermando che Teheran “ha lanciato un attacco senza precedenti alle forniture energetiche mondiali”.

Una destabilizzazione internazionale che si teme si possa vedere presto sulle quotazioni internazionali del petrolio: Riad ha annunciato che compenserà il taglio della produzione petrolifera causato dagli attacchi alle raffinerie Aramco attingendo alle riserve strategiche, che in giugno ammontavano a 188 milioni di barili. Il taglio è di 5,7 milioni di barili al giorno, circa metà della produzione saudita, e ha fatto saltare il 5% delle forniture mondiali di greggio. Operatori ed analisti sostengono che il prezzo del petrolio potrebbe salire a 100 dollari se Riad non riuscirà a ripristinare velocemente le sue forniture. E secondo Reuters, che cita fonti ben informate, ci vorranno “settimane, non giorni”. 

La tensione nel Golfo si accende. “Non c’è alcuna prova che gli attacchi siano arrivati dallo Yemen” afferma Pompeo, aggiungendo che “Teheran è dietro a quasi 100 attacchi contro l’Arabia Saudita mentre Rohani e Zarif fingono di impegnarsi nella diplomazia”. Una bomba in una fase storica che sembrava avvicinare perfino l’incontro fra Donald Trump e Hassan Rohani. Entra in campo anche The Donald, che ha telefonato al principe ereditario saudita Mohammad bin Salman “per offrire il suo sostegno all’autodifesa dell’Arabia Saudita” e “condannare fortemente l’attacco a importanti infrastrutture energetiche”. “Azioni violente contro aree civili e infrastrutture vitali per l’economia globale aggravano solo il conflitto e la sfiducia”, ha ammonito la presidenza, aggiungendo che “gli Usa stanno monitorando la situazione e restano impegnati a...

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