Riaperta l'inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone

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Piera Maggio (AP Photo/Alessandro Fucarini)
Piera Maggio (AP Photo/Alessandro Fucarini)

La Procura di Marsala, in Sicilia, ha riaperto le indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, avvenuta a Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Le ipotesi sono depistaggio e fuga di notizie. I magistrati hanno interrogato l'ex pm Maria Angioni, che all'epoca indagò sul caso e che nei giorni scorsi ha dichiarato di avere avuto il sospetto che le persone intercettate sapessero di avere i telefoni sotto controllo. 

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Subito dopo la sparizione della bambina, l'attenzione degli investigatori si era concentrata sull'ex moglie del papà di Denise, Anna Corona, e sulla figlia di lei, Jessica Pulizzi. Le due donne sono state indagate e processate, ma poi entrambe sono state assolte e sul caso è sceso il silenzio. 

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A riaccendere i riflettori è stata, nelle scorse settimane, una tv russa che sosteneva che una ragazza alla ricerca della sua famiglia potesse essere proprio Denise. Le analisi del sangue hanno smentito questa circostanza. Però, sull'onda dell'emozione scatenata da questo episodio, i media hanno ricominciato a occuparsi del caso. E, come spesso accade, sono spuntati fuori nuovi particolari sulle indagini condotte all'epoca.

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Per esempio, è spuntata fuori la presenza di una botola che porta a uno scantinato nella casa della mamma di Anna Corona e che non sarebbe mai stata ispezionata. Perché?  

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Molti gli interrogativi sul caso. Tanto che, proprio nei giorni scorsi, la mamma di Denise, Piera Maggio, era tornata a lanciare un appello in tv: "Vi prego parlate. Dopo 17 anni cercate di dire la verità, non tenetevi nulla più dentro", aveva detto. Ora la Procura di Marsala ha deciso di tornare a indagare. Chissà che, a distanza di tanto tempo, non spunti fuori la verità.

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