Riaperto dopo 26 anni il caso del naufragio del traghetto Estonia

Francesco Russo
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AGI - Il governo svedese ha acconsentito a nuovi esami sul relitto del traghetto MS Estonia, che affondò nel Baltico il 28 settembre 1994 causando la morte di 852 persone, dopo che un gruppo di documentaristi ha scoperto uno squarcio nello scafo largo quattro metri e mai rilevato in precedenza. "Se ci sono nuove informazioni, dobbiamo esaminarle e chiarire ogni dubbio", ha detto in conferenza stampa il ministero dell'Interno Mikael Damberg, il quale ha spiegato che entro il prossimo giugno sarà emendata la legge che designa come memoriale il luogo del disastro, in modo da permettere i nuovi rilievi.

La versione ufficiale traballa

I filmati, trasmessi lo scorso settembre da Discovery Network, sembrano contraddire il risultato delle indagini ufficiali, che nel 1997 conclusero che l'affondamento fu causato da un malfunzionamento dei portelloni di prua, che si sarebbero spalancati durante il viaggio, mentre infuriava una tempesta, facendo entrare nella nave una quantità d'acqua tale da causarne il naufragio. Una ricostruzione che non ha mai soddisfatto i superstiti e i parenti delle vittime di quello che è stato il peggior disastro marittimo avvenuto in acque europee in tempo di pace.

Le nuove immagini del relitto erano state raccolte con una telecamera installata su un sottomarino teleguidato. In seguito alla diffusione dei filmati, i governi di Estonia, Svezia e Finlandia annunciarono in una nota congiunta che avrebbero esaminato le nuove prove con l'auspicio di gettare nuova luce sulle cause dell'incidente.

"La possibilità di un buco nello scafo era stata esclusa per anni", dichiarò in conferenza stampa l'ex parlamentare svedese Kent Harstedt, sopravvissuto alla tragedia, "quanto emerso non fa che accrescere gli interrogativi: perché lo squarcio non era stato preso in considerazione dall'indagine ufficiale?". "Credo che la verità sia differente da quanto è stato raccontato finora", commento' invece un altro superstite, Eric Reintamm, intervistato in occasione del documentario.

Il traghetto, che stava navigando dall'Estonia alla Svezia, affondò al largo della Finlandia. La maggior parte dei passeggeri deceduti erano rimasti intrappolati all'interno della nave dopo che si era rovesciata. Altri 97 morirono di ipotermia dopo essersi gettati in mare. I sopravvissuti furono 137. 

L'ipotesi di un'esplosione

Negli anni scorsi sono circolate numerose teorie alternative sulle ragioni dell'affondamento. La giornalista tedesca Jutta Rabe e la rivista britannica New Statesman, in particolare, avevano sostenuto che la causa del naufragio fosse stata un'esplosione e che la Ms Estonia stesse trasportando materiale militare. Indagini separate delle autorità di Tallinn e Stoccolma appurarono entrambe che il 14 e il 20 settembre 1994, ma non il giorno del disastro, la nave aveva trasportato materiale militare non esplosivo.

I nuovi elementi potrebbero riaprire anche il contenzioso giudiziario che aveva visto oltre mille tra sopravvissuti e i parenti delle vittime domandare un risarcimento da 40,8 milioni di euro alla Meyer Werft, la compagnia tedesca che aveva costruito l'Ms Estonia, e all'agenzia di certificazione francese che l'aveva giudicata adatta alla navigazione. La richiesta di risarcimento era stata respinta da un tribunale francese.