Riapertura delle scuole: il 15% del personale scolastico non è vaccinato

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Riapertura delle scuole
Riapertura delle scuole

Il tema della riapertura dalle scuole diventa sempre più pressante. Sarebbe importante garantire il ritorno in classe, visti i danni psicologici e non della didattica a distanza, ma solo il 77,17% del personale scolastico è completamente vaccinato contro il Covid-19.

Secondo il report settimanale del Commissariato all’emergenza, 221 mila componenti del personale scolastico, pari al 15,15% del totale, non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti-Covid-19.

Vaccino e personale scolastico: “Importante garantire la copertura”

Anche di questo argomento si è occupato il Comitato Tecnico Scientifico (Cts). Durante le conferenza stampa del monitoraggio settimanale di Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute, Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, ha spiegato che “è importante garantire la copertura vaccinale anche in ambiente scolastico. Oggi abbiamo vaccini autorizzati dai 12 anni in su. Il mio auspicio è che le persone aderiscano spontaneamente”.

“Il Cts ritiene assolutamente necessario dare priorità alla didattica in presenza per l’anno scolastico 2021/2022, non solo come strumento essenziale per la formazione degli studenti, ma anche come momento imprescindibile e indispensabile nel loro percorso di sviluppo psicologico, di strutturazione della personalità e dell’abitudine alla socializzazione, la cui mancanza può negativamente tradursi in una situazione di deprivazione sociale e psico-affettiva delle future generazioni”, è stato scritto nel verbale.

“Laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare nei locali chiusi mascherine di tipo chirurgico“, ha aggiunto il Cts.

E ancora: “Il Cts ritiene che tutto il personale scolastico debba essere vaccinato ed esprime, in tal senso, una forte raccomandazione al decisore politico, affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un’elevata copertura vaccinale in questa popolazione”. Secondo il comitato, il governo può farlo “sia promuovendo intense campagne informative, sia attraverso l’individuazione delle ulteriori misure, anche legislative, appropriate per garantire la più elevata soglia di soggetti vaccinati”.

Vaccino e personale scolastico: “Il vaccino è un diritto e un dovere”

Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, ha dichiarato che “l’obbigo di vaccinazione per il personale scolastico è l’extrema ratio anche perché non si fa dall’oggi al domani ed è un percorso lungo. È chiaro che va fatto capire che un vaccino è un diritto oltre che un dovere. Gli insegnati è importante che si vaccinino così come tante categorie esposte, come anche le commesse del supermercato. Dobbiamo fare un appello alla responsabilità“.

Anche per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri non è necessario introdurre l’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti. a Timeline su Sky Tg 24 ha spiegato che “vi è una differenza tra il personale sanitario che opera ad esempio in oncoematologia con piccoli pazienti non vaccinabili sotto i 12 anni e i rischi che un medico un infermiere può determinare in quel reparto in caso che non sia vaccinato, rispetto a un docente. Il numero dei docenti non vaccinati in questo momento è intorno al 15%. È vero che il numero assoluto sembra molto grande. Ma sono 200mila e prevalentemente distribuiti in alcune Regioni specifiche. Verso settembre-ottobre il virus circolerà di più nei più giovani perché il resto della popolazione è prevalentemente vaccinato. Se bambino di otto-dieci anni prende il virus verosimilmente non gli accadrà nulla, è rarissimo che debba ricorrere alle cure ospedaliere e invece un professore di 45-50 anni rischia di più. Il vaccino che abbiamo oggi a disposizione è un vaccino sicuro“.

Di altro parere è invece Enrico Coscioni, presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, che ritiene che l’obblico di vaccinarsi vada esteso ad altre categorie oltre a quella del personale sanitario: “al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico“.

Vaccino e personale scolastico: “Ridurre al minimo la didattica a distanza”

Secondo il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, “il ministero è da tempo al lavoro per il rientro a settembre in presenza e in sicurezza. È un obiettivo che il Governo ha perseguito sin dal proprio insediamento. Già negli scorsi mesi, quando abbiamo affrontato la seconda ondata pandemica abbiamo comunque voluto che le bambine e i bambini della primaria potessero andare a scuola in presenza. E abbiamo ridotto al minimo l’utilizzo della formazione a distanza per tutti gli altri. L’impegno in questa direzione è testimoniato anche dalle risorse stanziate nei recenti provvedimenti del Governo: 1,680 miliardi in totale per il rientro in sicurezza a settembre”.

Per quanto riguarda i vaccini al personale scolastico, Bianchi ha evidenziato che “prosegue la campagna vaccinale, con priorità al personale scolastico. È importante che venga fatto ogni sforzo per raggiungere la più alta copertura possibile. La vaccinazione è un atto di responsabilità collettiva”.

Il sottosegretario all’Istruzione della Lega Rossano Sasso si è chiesto “come può il Cts ignorare l’utilizzo dei tamponi salivari, da noi più volte proposto, per monitorare il rischio di contagio nelle scuole? Il dispositivo è stato ormai validato e potrebbe costituire un prezioso supporto per evitare quarantene di massa o, peggio, la chiusura di interi istituti”.

La sottosegretaria all’Istruzione pentastellata Barbara Floridia si è detta invece pronta “a fare in modo che venga realizzata al più presto un’adeguata campagna informativa, con l’obiettivo di arrivare alla più alta soglia di personale docente vaccinato”.

Intanto il Ministero dell’Economia ha autorizzato l’assunzione di 112.473 docenti per l’anno scolastico 2021/2022.

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