Riaperture con giudizio e difesa di Speranza: il metodo Draghi

Alessandro De Angelis
·ViceDirettore
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Italian Prime Minister, Mario Draghi gives a press conference on April 16, 2021 in Rome. - Italy's government has agreed to borrow another 40 billion euros ($48 billion) this year to help mitigate the economic effects of the coronavirus pandemic, a prime ministerial source said on April 15, 2021. (Photo by - / POOL / AFP) (Photo by -/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: - via Getty Images)
Italian Prime Minister, Mario Draghi gives a press conference on April 16, 2021 in Rome. - Italy's government has agreed to borrow another 40 billion euros ($48 billion) this year to help mitigate the economic effects of the coronavirus pandemic, a prime ministerial source said on April 15, 2021. (Photo by - / POOL / AFP) (Photo by -/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: - via Getty Images)

Già solo la presenza in conferenza stampa, alla destra di Draghi, sarebbe valsa mille parole, proprio nella settimana in cui Salvini lo ha scelto come “nemico” da offrire alla rabbia che monta che nel paese. Ma proprio le parole del premier su Speranza danno il senso di un dibattito chiuso, anzi che in verità non si sarebbe dovuto aprire perché giudicato inopportuno. Non solo il “ringraziamento per tutto il lavoro che precede questa decisione e ha permesso questa decisione”. Definire “né fondate né giustificate” le critiche che lo hanno coinvolto dà il senso di un ripristino dell’ordine. Che non è dato sapere quanto duri, ma che comunque ristabilisce le priorità e un metodo di lavoro.

C’è della consumata sapienza politica in questa gestione di Draghi, che privilegia l’ironia alla drammatizzazione, i dati oggettivi alle frasi ad effetto, nel rivolgersi al suo ministro dando del “tu” come avviene in una squadra coesa e nel non enfatizzare le “turbolenze” manifestatesi nella sua maggioranza. Il che dà il senso di una distanza rispetto al gioco politico che tutt’attorno è iniziato. Perché è chiaro che, sin dal momento in cui questo governo è nato, è partita una lotta per “egemonia” proprio sul terreno più delicato della gestione della pandemia e dei suoi interpreti principali, a partire da Speranza. Insomma, lo hanno capito anche i bambini che Salvini è difficoltà con il suo blocco sociale e, nel forzare sulle riaperture, ha bisogno di un capro espiatorio per giustificare che le aspettative giustificate vengono deluse. Il salto di qualità della conferenza stampa di oggi è che non c’è una “linea Speranza”, ma è reso pubblico che quella posizione è una posizione comune del governo. È, in sostanz...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.