Riaperture, Galli: "Ci aspettano 60 giorni di passione"

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Galli contro Bassetti
Galli contro Bassetti

Continua lo scontro tra Massimo Galli e Matteo Bassetti sulla situazione epidemiologica italiana: l’infettivologo del Sacco di Milano si è detto stanco di polemiche e ha accusato alcuni colleghi di avere grande capacità di contraddirsi.

Galli contro Bassetti

Non vorrei perdere più tempo. Ne ho piene le scuffie di far polemica con quella gente lì“, ha affermato Galli in un’intervista al Corriere della Sera a chi gli ha fatto notare delle sempre più crescenti discussioni con Bassetti. A suo dire alcuni suoi colleghi hanno avuto una notevole capacità di contraddirsi. “Io non ero nella compagine ristretta ma chiassosa di chi, l’estate scorsa, diceva che il virus era clinicamente morto. Né in quelli dell’immunità di gregge“, ha sottolineato. Il riferimento è ad Alberto Zangrillo, medico del San Raffaele, che di fronte alla discesa dei contagi a maggio aveva dichiarato che il Covid non avesse più la carica virale di partenza.

Galli contro Bassetti sulla variante inglese

Galli è tornato anche a commentare l’episodio in cui il suo ospedale lo smentì in merito alla massiccia presenza della variante inglese: “Dissi che eravamo invasi dalla variante inglese, loro negarono perché avevano dati non aggiornati. È stato molto disturbante essere smentito, ma oggi l’86 % degli isolamenti è per la variante inglese“. A differenza di quanto affermato da Matteo Bassetti, secondo lui la mutazione britannica ha un tasso di mortalità superiore rispetto al ceppo originario. Gli attuali stujdi suggeriscono comunque che sia più contagiosa ma non è detto più letale.

Galli contro Bassetti sulle riaperture

Per quanto riguarda le riaperture, Galli non ha nascosto il suo disappunto e il suo timore che possano far salire la curva e causare un aumento di morti e contagi. Quanto a Speranza, che ha spesso difeso e alla cui serietà ha spesso dato l’endorsement, “come il Calvino del Visconte dimezzato anche a lui hanno dimezzato il potere, ma cambiare cavallo ora sarebbe sbagliatissimo“. Nella migliore delle ipotesi, ha continuato evidenziando il gap vaccinale presente tra Italia e Gran Bretagna, “ci aspettano 60 giorni di passione“.

Per ciò che concerne il piano pandemico non aggiornato, di cui hanno accusato Speranza presentando anche una mozione di sfiducia in Senato, per l’esperto milanese “se devono andare nei pasticci anche quelli bravi, allora questo è un paese che non risparmia davvero nessuno“.