Ricavare benzina dall'aria che respiriamo è possibile

Emiliano Caretti

Aria troppo inquinata? E se potessimo depurarla e, allo stesso tempo, ricavarci energia? Pensate che questa sia un'originale idea di qualche scrittore di fantascienza? Errore, è tutto vero: questo almeno affermano i responsabili di una piccola azienda inglese, la Air Fuel Syntesis, che hanno dichiarato di poter ottenere addirittura carburante dall'aria.

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Abbiamo quindi risolto i problemi energetici e d'inquinamento per le prossime generazioni? Non esageriamo e, prima di lanciarci in facili entusiasmi, cerchiamo di capire come funzioni il sistema messo a punto dai chimici d'Oltremanica. Il meccanismo di creare combustibili sintetici a partire da elementi "base" non è infatti una novità assoluta e anche il "nostro" Politecnico di Torino sta sviluppando un progetto per la produzione di metano a partire da anidride carbonica e acqua. Il metodo inglese arriva a risultati finali equivalenti partendo però da presupposti totalmente nuovi, in quanto riesce ad "assorbire" la CO2 dall'aria per poi mescolarla con l'idrogeno estratto dal vapore acqueo.

La Air Fuel Syntesis di Stockton-on-Tees, nel nord dell'Inghilterra, ha affermato di essere riuscita a sfruttare questo meccanismo, producendo (da agosto) circa cinque litri di benzina partendo solamente da semplici acqua e aria. Dopo questo primo risultato "tangibile", la società inglese sembra intenzionata a proseguire gli investimenti (siamo già a oltre 1,35 milioni di Euro spesi) nella tecnologia di trasformazione aria-carburante: il prossimo passo è la realizzazione di un impianto su scala industriale che possa produrre fino a una tonnellata di combustibile al giorno. Ovviamente i costi sono ancora alti, visto che per una struttura del genere servirebbero almeno 3 MW di energia e quindi circa 500 Euro per tonnellata di CO2 prodotta: il costo di questa benzina "ecologica" sarebbe quindi posizionato tra i 5 e i 7 Euro al litro, ancora troppo per un uso quotidiano.






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Un ulteriore problema da superare (anche secondo numerosi esperti) riguarda anche il costo energetico: per ora il sistema consuma più energia di quanta poi effettivamente ne produca in termini di benzina, rendendolo conveniente solo se alimentato da un "surplus" generato da sorgenti rinnovabili, come potrebbero essere un impianto eolico o solare situati nelle vicinanze.

Produrre benzina dall'aria rimarrà quindi solo un desiderio irrealizzabile? Niente affatto: la strada tracciata dai chimici inglesi dimostra come le tecnologie in questo campo siano in sviluppo continuo, rendendo realizzabile e conveniente una tecnologia che fino a pochi anni fa non era presente nemmeno nella fantascienza più estrema. Attendiamo miglioramenti.