"Riccà, butta il cellulare". Gli sms dei parenti agli stupratori di Viterbo

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“Resettate il telefono”, “Cancellate le chat”, “Riccà, butta il cellulare”: sono questi i messaggi WhatsApp di amici e famigliari arrivati sui telefoni del 21enne Riccardo Licci e del 19enne Francesco Chiricozzi, i due giovani militanti di Casapound arrestati per il presunto stupro avvenuto al pub “Old Manners” di Viterbo ai danni di una 36enne. A riportarlo è il Corriere della Sera.

“Fai il reset del telefono”, “Regà, cancellate le chat”. “Riccà leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Ci so le guardie al pub” [...] La polizia trova anche le parole del padre: “Riccardo butta il cellulare subito”. I tre video e le quattro foto di quelli che il gip di Viterbo ritiene siano stati “reiterati abusi sessuali, in modo beffardo e sprezzante” non sono rimasti solo nei telefoni degli arrestati. Sono finiti almeno sul cellulare del padre di Licci e su due chat di Whatsapp: “Gruppo Bazzi” e “Gruppo Blocco studentesco”, dov’era iniziata la militanza politica dei due.

Ad accertare lo stupro sarà una sentenza definitiva. A ogni modo, da quanto emerso fino ad ora, la 36enne era in condizioni vulnerabili a causa dell’abuso di alcol e del pugno ricevuto all’occhio sinistro.

Dopo quel pugno, lei non ricorda nient’altro. Prima, quando era ubriaca ma con ancora un barlume di forza, avrebbe cercato di far capire che non voleva essere toccata, baciata, afferrata. “Dai, non fare così, divertiamoci un po’”, le dice Francesco Chiricozzi, il consigliere comunale neofascista di Vallerano. Poi inizia il film della presunta violenza.

Intanto i difensori dei due ragazzi ne ribadiscono l’innocenza, ma il gip Rita Cialoni ha le idee chiare:

I video, a suo dire, hanno avuto il “chiaro scopo di schernire ulteriormente la malcapitata esibendo come fosse un trofeo un tale scempio”. Il gip insiste sulle “palesi condizioni di inferiorità psico-fisica” di lei e sugli “insani impulsi sessuali” dei due.

 

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