Riccardo Muti inciampa e cade sul pavimento, niente di grave per il direttore d'orchestra

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caduta riccardo muti
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Piccolo imprevisto per il direttore d’orchestra Riccardo Muti durante i festeggiamenti per il suo 80esimo compleanno. Il Maestro è infatti rimasto vittima di una caduta mentre si trovava presso il conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, lo stesso dove si diplomò con lode durante i suoi anni partenopei. Fortunatamente Muti non ha subito gravi danni dalla caduta, che è tuttavia stata filmata da un ospite li presente e velocemente condivisa sui social network.

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Caduta per Riccardo Muti, il Maestro inciampa durante la festa per i suoi 80 anni

Come si può vedere nel breve filmato, il Maestro si sta dirigendo verso il palco dell’auditorium con la torta di compleanno in mano accompagnato dalla sua assistente quando, forse non accorgendosi di un gradino, inciampa cadendo rovinosamente sotto gli occhi atterriti degli spettatori presenti in sala. Sconvolta l’assistente di Muti, che fallisce un tentativo in extremis di afferrare il Maestro e si mette le mani nei capelli prefigurando il distastro. Fortunatamente però, il direttore d’orchestra si rimette in piedi da solo e dai pochi fotogrammi del filmato sembra non aver riportato gravi conseguenze dalla caduta.

Caduta per Riccardo Muti, quando nel 2011 svenne tagliandosi la mascella

Quello avvenuto durante la festa per il suo compleanno si tratta del primo incidente a teatro per il Maestro Muti. Nel febbraio del 2011 infatti, mentre stava svolgendo delle prove con l’orchestra sinfonica di Chicago, il direttore perse improvvisamente conoscenza e cadde dal suo podio sbattendo violentemente sul palco e procurandosi un taglio all’altezza della mascella.

Caduta per Riccardo Muti, l’intervista per il suo 80esimo compleanno

Nelle ultime settimane sono stat diversi gli avvenimenti organizzati in tutta Italia per gli 80 anni di Riccardo Muti, che in occasione del suo compleanno ha anche rilasciato un’intervista esclusiva al Corriere della Sera in cui ha voluto mettere a nudo tutte le contraddizioni di un’epoca che non sente più sua: “Mi sono stancato della vita. Questo è un mondo che non riconosco più. Siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo. È come nel Falstaff. Tutto declina. […] Ai miei funerali non voglio applausi. Sono cresciuto in un mondo in cui ai funerali c’era un silenzio terrificante. Quando sarà il mio turno, vorrei che ci fosse silenzio assoluto”.

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