Ricciardi: "Con le riaperture si spalancano le porte ad una nuova ondata"

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Ricciardi decreto riaperture
Ricciardi decreto riaperture

Nonostante sia passato oltre un anno dallo scoppio della pandemia di Covid in Italia, secondo Walter Ricciardi siamo pronti a commettere gli stessi errori fatti la precedente estate con le riaperture: “Pare che la lezione non sia servita“.

Ricciardi sulle riaperture

In un editoriale pubblicato sul quotidiano Avvenire, il consigliere del ministro Speranza ha affermato che mentre l’anno scorso, attuando una serie di chiusure primaverili, la circolazione del virus aveva raggiunto i minimi termini, ora con la ripartenza si “spalancano le porte a un’ulteriore ondata epidemica“.

Secondo lui sarebbe bastato seguire ciò che ha insegnato l’anno scorso, vale a dire che le riaperture estive hanno causato una seconda ondata di contagi ad ottobre e la mancanza di lockdown brevi e mirati una terza a febbraio. Interventi che a suo dire avrebbero contribuito ad arginare la diffusione dell’infezione che invece non ci ha più abbandonato e non lo fa nemmeno ora come dimostrano i dati giornalieri.

Ricciardi ha denunciato la “mancanza di coesione e ignoranza dell’evidenza scientifica“. Gli stessi mali che a suo dire hanno colpito la stragrande maggioranza dei Paesi europei e, da ultimo, con effetti disastrosi, l’India. Si tratta di uno degli stati al momento più colpiti che ogni giorno registra un nuovo record giornaliero di contagi (per ora il numero più alto mai riscontrato è stato pari a 332 mila).

Gli esempi da seguire sono secondo lui la Nuova Zelanda, Taiwan, il Ruanda, l’Islanda, l’Australia, il Vietnam, Cipro. Tutti paesi che stanno gradualmente tornando alla normalità “grazie alla scelta di non convivere con il virus, ma di arrestarlo e, se possibile, eliminarlo“. Il minimo comune denominatore tra i suddetti stati ha riguardato l’indtroduzione di lockdown mirati e tempestivi, numerosi test, tracciamento, limitazione della mobilità e rafforzamento dei servizi sanitari ancora prima di avviare la vaccinazione di massa.

Infine il suo invito al governo, il cui successo sarà a sua detta possibile solo se sarà coeso e baserà le sue decisioni, anche impopolari, sull’evidenza scientifica: “Ogni deroga all’una o all’altra sarà causa di infelicità ravvicinate. Facciamo in modo che non sia così“.