Ricciardi: "Green Pass per tutti i lavoratori e poi considerare l'obbligo vaccinale"

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Walter Ricciardi (Photo: Ansa)
Walter Ricciardi (Photo: Ansa)

“Per tutelare la salute, e l’economia, bisogna incrementare la vaccinazione. Se non bastasse il Green Pass andrebbe preso in considerazione l’obbligo. E il green pass va esteso a tutti i lavoratori, agli statali, alle forze dell’ordine e gradualmente a tutte le attività che prevedono assembramenti al chiuso”. Sono le parole di Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Speranza, in un’intervista a La Stampa.

Il professore ha anche dato una stima dei no vax. ”Non sono più del 3 per cento, ma ora il vero lavoro va fatto sul 20 per cento di indecisi. Per questo bisogna estendere il Green Pass a tutte le attività possibili e in un secondo momento considerare l’obbligo” ha affermato.

Secondo il professore i paesi del G20 dovranno impegnarsi per aumentare la produzione di dosi di vaccini. “La pandemia potrebbe durare anni o finire nel 2023. I Paesi del G20 sanno che per superarla devono collaborare e pensano a un piano per sospendere i brevetti dei vaccini e costruire gli impianti di produzione delle dosi nei Paesi svantaggiati” ha spiegato, parlando dei lavori del G20 sulla salute. “Il punto da cui si parte è che il vaccino deve essere un bene pubblico globale e non un beneficio dei Paesi ricchi - ha continuato - La strada dunque è quella molto controversa della sospensione dei brevetti e del trasferimento tecnologico a livello internazionale”.

Ricciardi ha spiegato che la Pfizer, da sola, non può essere in grado di “produrre dosi per tutto il mondo, dunque va coinvolta perché trasferisca la tecnologia a nuovi siti produttivi da aprire nei Paesi svantaggiati”. “La Germania, per esempio, ha favorito la creazione di aziende Pfizer-Biontech in tre Paesi africani. Ora questo modello da bilaterale deve diventare globale” ha detto Ricciardi. E secondo il consulente del ministro Speranza questo piano si può applicare a tutti i vaccini. “L’importante è che non si continui con le donazioni. I Paesi ricchi devono creare dei siti produttivi nuovi per vincere la sfida della vaccinazione mondiale” ha commentato Ricciardi. Il professore ha spiegato che si sta lavorando ad un comunicato congiunto siglato da 20 Paesi. “Non sarà la parola fine, ma l’inizio di un percorso che permetta di realizzare un piano operativo globale e di finanziare questi nuovi impianti - ha detto - L’obiettivo è vaccinare tutto il mondo entro il 2023, altrimenti di questo passo ci vorrebbero anni”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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