Ricciardi: "Pandemie saranno più frequenti, imparare da errori"

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"In Italia possono essere stati fatti degli errori" nella gestione della pandemia di Covid-19, soprattutto "di comunicazione, ma si tratta di errori evitabili e dobbiamo tenerne conto per la prossima pandemia. Perché questi fenomeni saranno sempre più frequenti, e la formazione sarà cruciale per la preparazione". Parola di Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, consigliere del ministro della Salute per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali, e nuovo direttore scientifico di Ics Maugeri, intervenuto al webinar 'L'evoluzione delle competenze manageriali e professionali per il Servizio sanitario nazionale post Covid', promosso dall’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (Altems) di Roma. 

"Nei 2000 anni precedenti le pandemie si sono contate sulle dita di una mano. Dal XX secolo ci sono già state 6 pandemie - sottolinea Ricciardi - e la rapidità degli spostamenti, la promiscuità delle nostre vite renderanno questi fenomeni costanti. O noi ci attrezziamo per prevenirle" o "ci troveremo a fare i conti sempre più spesso con questi fenomeni", avverte l'esperto. Quanto alla nostra sanità "alcune regioni si sono comportate egregiamente e i risultati si sono visti. Sono quelle che hanno avuto la capacità di contemperare le esigenze di bilancio con quelle di servizio, ma non dobbiamo dimenticare che con lo stesso servizio sanitario nazionale le regioni si sono comportate in modo difforme. Dunque per garantire omogeneità c'è bisogno di strategie omogenee che siano applicate in modo omogeneo sul territorio. Un obiettivo difficile, una sfida", ammette Ricciardi, che richiede "nuove professionalità, sia dall'ambito medico che non medico". E una chiave arriva proprio dalla formazione. 

"In tempo di pandemia è stata osservata un'asimmetria comunicativa tra i clinici", che poi sono quelli che "vedono i pazienti e sono soggetti a quel fenomeno che si chiama 'il mostro del numeratore': vedono cioè dei casi clinici, poi tendono a generalizzare alla popolazione generale" elementi che però riguardano il "limitato gruppo dei loro pazienti, del loro ambulatorio, del loro ospedale" dice Ricciardi. 

"La visione sistemica si acquisisce sul campo e c'è bisogno di un'attività specifica" per acquisirla, spiega l'esperto alludendo all'importanza della formazione. Ripercorrendo poi quanto è avvenuto nella pandemia di Sars-Cov-2, "in Italia possono essere stati fatti degli errori - aggiunge citando l'analisi contenuta nel libro di Richard Horton 'The Covid-19 Catastrophe' - ma nel nostro Paese non sono stati fatti gli errori visti invece in Gran Bretagna, in Brasile, negli stessi Stati Uniti. Nel nostro Paese sono stati fatti errori di comunicazione soprattutto", sull'unitarietà della catena di comando, "che hanno contribuito a generare confusione. Tutto questo è evitabile, credo grazie alla formazione".