Ricerca, Borrelli: ambiente e digitale nuove sfide per la Comm. Ue

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Roma, 18 set. (askanews) - Torna il prossimo 27 settembre in tutta Europa la nuova edizione della Notte europea dei Ricercatori: migliaia di ricercatori incontreranno nelle strade, nelle piazze, nei siti del patrimonio culturale, nelle università e nei laboratori dei principali istituti di ricerca centinaia di migliaia di persone di ogni età.

La Notte europea dei ricercatori è una iniziativa promossa dalla Commissione europea dal 2005: "L'obiettivo principale è alimentare il dialogo tra i ricercatori e i cittadini, far comprendere l'importanza fondamentale della ricerca per la vita di tutti i giorni di tutti noi", ha spiegato ai microfoni di Askanews Vito Borrelli, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, partecipando alla presentazione dell'evento al Ministero dell'Istruzione a Roma.

"Ci sono programmi più conosciuti e anche più apprezzati dal vasto pubblico - ha continuato - come Erasmus nel settore istruzione", al quale hanno partecipato "dal 1988 più di 10 milioni di individui. E la ricerca, attraverso il programma Horizon 2020 che diventerà Orizzonte Europa nel nuovo programma finanziario, continuerà ad alimentare tutto quello che è ricerca per un mondo più innovativo, più moderno e più vicino alle esigenze dei cittadini".

La Commissione europea mira anche alle nuove frontiere della ricerca: "La ricerca ormai spazia in tutti i settori all'avanguardia a livello globale. In particolare - ha ricordato Borrelli - la nuova Commissione Europea ha messo l'accento su due tematiche che sono quelle del futuro, l'ambiente e il digitale. L'intrecciarsi delle esigenze di questi due mondi fornirà dei prodotti e delle analisi che saranno fondamentali per il mondo dei prossimi anni".

L'ultima selezione dei progetti per la Notte europea dei Ricercatori sostenuti dalla Commissione europea per il 2018-2019 ha registrato un record di partecipazione al bando con 128 progetti proposti da 38 Paesi. In questo contesto altamente competitivo ne sono stati approvati 55, nove dei quali italiani sui 14 presentati dal nostro Paese: cifre che danno all'Italia il più alto success rate in Europa.