Ricerca Cnr-Isp in Antartide: le brine aiutano a capire Marte

Red/Cro/Bla

Roma, 11 nov. (askanews) - Nel lago antartico perennemente ghiacciato di Tarn Flat, nella Terra Vittoria settentrionale, due crioecosistemi microbiologicamente differenti, separati da soli 12 centimetri di ghiaccio lacustre, sono dominati da batteri e archeobatteri in grado di ricavare energia in assenza di luce e a basse temperature, grazie all'ossidazione di composti dello zolfo e dell'azoto. Questo il risultato della ricerca svolta dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina (Cnr-Isp), pubblicata recentemente su Microorganisms, che ha compreso personale delle Università dell'Insubria (Mauro Guglielmin), di Messina, Roma e Rio de Janeiro.

"Il ritrovamento di Archea metanogeni dimostra, inoltre, come il crioambiente di Tarn Flat sia in parte sostenuto da flussi di carbonio aventi come prodotto finale il metano", spiega Maurizio Azzaro, responsabile della sede di Messina del Cnr-Isp e coautore dello studio. "In particolare, i metanogeni antartici potrebbero adottare peculiari strategie di sopravvivenza, viste le condizioni estreme di temperatura e salinità presenti nelle brine, ed essere considerati pertanto tra i principali candidati per la vita extra-terrestre nel sottosuolo di Marte.

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(Foto Dalle Fratte © PNRA)