Ricerca e università, è mobilitazione nazionale: "Presi in giro"

Sav

Roma, 9 gen. (askanews) - Al via oggi con sit-in, presidi e assemblee in diversi atenei italiani la "mobilitazione nazionale dell'università", organizzata dai Ricercatori determinati, un collettivo nato a Pisa formato da "ricercatrici e ricercatori determinate/i, precarie e precari della ricerca e della docenza per il cambiamento dell'università". Hanno aderito anche Flc Cgil, Adi e Link Coordinamento universitario.

"Il 25 dicembre - ricorda il gruppo in un appello su Facebook - il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca si è dimesso, in polemica con il mancato ottenimento dei fondi richiesti per il rifinanziamento del comparto scolastico e universitario all'interno della Legge Finanziaria per il 2020. Uno sguardo alla legge di bilancio è sufficiente a spiegare le ragioni di questo gesto: a fronte di un crollo d'investimento pubblico sull'Università di 1,5 miliardi di euro a partire dal 2008, la manciata di milioni stanziati con questa finanziaria suonano come l'ennesima presa in giro. Si tratta di cifre nemmeno lontanamente sufficienti a risolvere le allarmanti criticità delle condizioni di lavoro della ricerca in Italia".

"Il mondo dell'Università e della ricerca pubblica italiana si regge ad oggi, e in linea con la tendenza generale, sul lavoro precario. Il raggiungimento di una posizione stabile, che allo stato attuale riguarderà meno di un decimo di chi oggi è titolare di un assegno di ricerca, è subordinato al giudizio insindacabile di un'agenzia di valutazione (ANVUR), che agisce ispirata da criteri esclusivamente quantitativi, col risultato di produrre una disperata corsa alla pubblicazione a tutto danno delle qualità della ricerca e del benessere personale di chi la fa. La situazione non è certo più rosea per quanto riguarda il diritto allo studio. Ad oggi - proseguono i Ricercatori determinati - solo una sparuta minoranza degli studenti iscritti beneficia di una borsa di studio - per tacere della carenza strutturale di residenze e posti letto - rendendo l'università un posto sempre più inaccessibile, anche a causa della spasmodica ricerca di risorse che viene fatta pesare sulle fasce più deboli della popolazione studentesca".

Per queste ragioni è stata organizzata la protesta di oggi, annunciata come l'inizio di un "inverno caldo" per il mondo dell'università: mobilitazioni sono in programma negli atenei di Pisa, Roma La Sapienza, Torino Politecnico, Bologna, Milano Bicocca, Firenze, Trieste, Bari, Lecce, Perugia, Potenza e Palermo.